obesità infantile

Obesità infantile: è allarme in Italia


L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l’obesità come un’ epidemia globale, risultato di molteplici fattori ambientali e socioeconomici che condizionano fortemente gli stili di vita e le abitudini alimentari delle persone. Purtroppo sempre più frequentemente questo disturbo alimentare coinvolge bambini e ragazzi, con ripercussioni gravissime sulla loro salute, come difficoltà respiratorie, problemi articolari, mobilità ridotta, disturbi dell’apparato digerente e difficoltà di natura psicologica, incrementando notevolmente il rischio di sviluppare gravi patologie croniche-degenerative in età adulta.

Da un’indagine del Sistema di Sorveglianza “Okkio alla Salute” del 2012 (http://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/pdf/OKkio%20alla%20SALUTE%20sintesi%202012_finale.pdf), promossa dal Ministero delle Salute, che ha coinvolto 46.483 bambini di terza elementare e 48.668 genitori in tutte le regioni d’Italia, sono emersi dati allarmanti.

In Italia il 22,2% dei bambini è in sovrappeso mentre il 10,6% è in condizioni di obesità. Un dato che non aiuta, è la scarsa consapevolezza dei genitori dei bambini, che sembrano sottovalutare il problema e avere una percezione distorta della realtà. Infatti, dalla ricerca emerge che il 37% delle madri di bambini in sovrappeso o obesi ritiene che il proprio figlio abbia un peso adeguato e il 40% delle madri con bambini poco attivi da un punto di vista motorio, pensano che il proprio figlio svolga un’attività fisica più che sufficiente. L’educazione alimentare, che ricopre un ruolo chiave, non viene fatta come si dovrebbe, considerando il fatto che sono ancora molto diffuse abitudini alimentari scorrette che favoriscono un aumento di peso: il 9% dei bambini salta la prima colazione e il 31% fa una colazione non adeguata e sbilanciata in termini di apporto calorico, il 65% mangia una merenda di metà mattina troppo abbondante, il 22% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e/o verdura mentre il 44% consuma abitualmente bevande zuccherate e/o gassate.

Il 10 ottobre 2014 è stato organizzato, dall’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, la 14^ edizione dell’Obesity Day (http://www.obesityday.org/usr_files/area-stampa/rassegna-stampa/2014/giornata_sensibilizzazione_obesita_10_ottobre_2014.pdf), la giornata nazionale sull’obesità per sensibilizzare l’opinione pubblica. Moltissimi centri specializzati hanno aderito all’iniziativa e è stato possibile fornire consulenze gratuite, approfondire e diffondere materiale scientifico e divulgativo su queste tematiche e mettere in atto interventi educativi e di prevenzione per favorire uno stile di vita sano ed equilibrato.

L’ordine degli Psicologi del Lazio (http://www.ordinepsicologilazio.it/h_rassegna_stampa/h_comunicati_stampa/pagina92.html), in merito a questa iniziativa, ha espresso la necessità di introdurre la figura dello psicologo alimentare, in stretta collaborazione con altri professionisti del settore della salute (pediatri, nutrizionisti, etc.) in un approccio multidisciplinare per comprendere cosa si cela dietro l’obesità e capire quali sono le cause e le conseguenze connesse a tale patologia.

Redazione AdoleScienza.it