alimentazione incontrollata

Pubblicità online sui cibi spazzatura. Quale impatto sui più giovani?


L’allarme obesità, a causa del consumo di cibi malsani e bevande zuccherate, sembra coinvolgere sempre di più bambini e adolescenti.

Una cattiva alimentazione, associata ad una scarsa attività fisica, sarebbe il motivo principale della diffusione di problematiche alimentari che mettono a serio rischio la salute dei più piccoli.

Un report recente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) pone in particolare l’accento sul grande bombardamento di pubblicità di “junk food” (cibo spazzatura), soprattutto sul web, cui sono sottoposti i giovani (http://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0017/322226/Tackling-food-marketing-children-digital-world-trans-disciplinary-perspectives-en.pdf?ua=1).

Giochi online, i cosiddetti advergames, che veicolano annunci sui prodotti e messaggi promozionali sui social network, sembrano attrarre la popolazione più vulnerabile, bambini e adolescenti. Secondo la ricerca, in Gran Bretagna il 73% dei ragazzi, tra i 13 e i 17 anni, dichiara di seguire i propri marchi preferiti di cibo sui social media, il 62% di cliccare sui banner pubblicitari e il 57% di fare acquisti durante l’utilizzo di una app o di un gioco online.

Un marketing digitale mirato, dunque, sembrerebbe esporre i più giovani a tecniche di promozione che portano al consumo dei cibi spazzatura: pubblicità accattivanti, attività e giochi divertenti attraggono ed influenzano i loro acquisti.

Un’esposizione che, come sappiamo, sui social network e sui dispositivi mobili, tende ad essere pervasiva e spesso se ne sottovalutano gli effetti. L’OMS richiama così la necessità di prevenire rischi per la salute e di ostacolare un’alimentazione malsana.


Un’inconsapevolezza da parte dei genitori, che possono sottovalutare l’impatto del marketing online, insieme ad una scarsa informazione sul mangiare sano e abitudini sbagliate in famiglia rappresentano un mix pericoloso che favorisce il rischio di salute e di obesità nei più giovani, con un impatto negativo spesso anche sul benessere emotivo e psicologico.

Redazione AdoleScienza.it