ortoressia

Quando il mangiare sano diventa un’ossessione: l’Ortoressia


Il termine Ortoressia deriva dal greco Orthos (giusto) e Orexis (appetito) e indica l’ossessione per il mangiare sano. Secondo dati del Ministero della Salute relativi ai disturbi alimentari, gli ortoressici in Italia sono circa 300 mila, con una prevalenza maggiore tra gli uomini piuttosto che tra le donne (11.3% vs 3.9%) (Donini et al., 2004). Sono ancora più a rischio gli adolescenti, poiché in questa fase della crescita il corpo si trasforma, assume importanza prioritaria, diviene uno strumento per piacere agli altri e somigliare sempre più ai modelli proposti dai mass media, come anche da sportivi e salutisti. In Italia, il 17% dei ragazzi tra 11 e 14 anni e il 27% di quelli tra 15 e 18 anni ha intrapreso una dieta per dimagrire, spesso auto-prescritta, anche se non necessaria. Il fenomeno si sta, poi, estendendo all’età prepuberale: in bambini tra 5 e 8 anni è stato, infatti, rilevato che circa il 60% desidera un corpo più magro (Maestro et al., 2013).

L’Ortoressia presenta alcune specifiche caratteristiche:

Ruminazione ossessiva sul cibo. La persona può trascorrere più di 3-4 ore al giorno a pensare a quali cibi scegliere, come prepararli e consumarli, pensando solo a ciò che fa stare bene e non a ciò che piace realmente.

Insoddisfazione affettiva e isolamento sociale, causati dalla persistente preoccupazione legata al mantenimento delle rigide regole alimentari autoimposte (Brytek-Matera, 2012).

Una deviazione, anche minima, da tali regole può scatenare diverse conseguenze emotive, quali senso di colpa, rabbia e umore depresso, fino a somatizzazioni di disturbi fisici (indigestioni, nausea, vomito). A loro volta, i sensi colpa possono determinare un ulteriore irrigidimento delle regole alimentari, in un circolo vizioso, contraddistinto da un livello di ansia sempre maggiore. Al contrario, se le regole alimentari autoimposte vengono rispettate, possono essere sperimentati sentimenti di soddisfazione e autostima, collegati alla percezione di esercitare un controllo sulla propria vita. L’isolamento sociale, inoltre, può configurarsi come esito di una scelta non condivisa da chi non ha le stesse abitudini e conduce all’evitamento dei momenti di socialità, spesso basati sulla condivisione del cibo, minando il funzionamento globale e il benessere dell’individuo (Brytek-Matera, 2012).

Il paradosso risiede nel fatto che gli stessi comportamenti alimentari adottati per controllare il proprio benessere, finiscono per controllare la persona stessa impedendogli di vivere pienamente le relazioni sociali. Il giudizio su cosa sia giusto e salutare mangiare, infatti, si basa soprattutto sul sentito dire e sembra essere assente la capacità di distanziamento emotivo dai problemi, cui si aggiunge spesso l’evitamento di un confronto con nutrizionisti, medici ed esperti. Così, oltre che sul benessere emotivo e sociale, le conseguenze divengono evidenti anche sul benessere fisico stesso.

L’ossessione nei confronti del cibo può associarsi, infine, ad altre forme maniacali come l’ossessione per l’esercizio fisico, la pulizia, i massaggi e le cure estetiche e, spesso, anche la fobia dei farmaci. L’Ortoressia potrebbe, dunque, nascondere una fobia delle malattie, delle contaminazioni o dell’invecchiamento, da cui potrebbe derivare la mania di controllare il proprio corpo attraverso l’alimentazione.

In questi casi sarebbe necessario, dunque, riappropriarsi di una corretta percezione del proprio corpo, affinché questo non venga privato di nessun principio nutrizionale, e prendere gradualmente contatto con le proprie emozioni e paure.

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Brytek-Matera A. (2012). Orthorexia nervosa-An eating disorder, obsessive- compulsive disorder or disturbed eating habit?. Archives of Psychiatry and Psychotherapy. 4(1): 55-60.

Donini L.M., Marsili D., Graziani M.P., Imbriale M., Cannella C. (2004). Orthorexia nervosa: A preliminary study with a proposal for diagnosis and an attempt to measure the dimension of the phenomenon. Eating and Weight Disorders. 9: 151-157

Maestro S., Baroncelli G. I., Ghione S., Bertelloni S. (2013). I disturbi del comportamento alimentare in adolescenza. Prospettive in Pediatria. 43(170): 74-83.