Ortoressia

Una mela “bio” al giorno… non fa sempre bene


* devo sapere gli ingredienti contenuti nel pasto che sto mangiando.

* devo programmare ogni pasto.

* se mangio cibi “tossici” contamino il mio intestino e il mio corpo.

* mi disgustano gli ingredienti che non sono naturali.

* mi devo depurare..quotidianamente.

* sono una s—-a ieri ho sgarrato, non porti mai a termine nulla.

* che schifo vedere Marco che mangia la pizza, mi disgusta.

* non uscirò più con loro, mi fanno schifo quando mangiano quelle schifezze.

Questi pensieri sono l’altra faccia della medaglia del “mangiar sano”. Alimentarsi in modo sano e corretto apparentemente non nasconde nessun aspetto negativo. In realtà esiste una patologia, non ancora scientificamente classificata, che prende il nome di Ortoressia, termine che deriva dal greco “orthos”, che significa corretto e “orexis” che significa appetito, chiamata anche “Sindrome del Mangiare Sano”.

Steve Bratman, nel 1997, ha utilizzato per primo il termine Ortoressia per definire i suoi pazienti  “drogati di cibo sano”. Giovani talmente ossessionati dal mangiare solo cibi naturali e privi di ogni agente tossico da arrivare a dimagrire drasticamente, a causa della totale mancanza nella dieta, di alimenti fondamentali per il funzionamento del proprio corpo (da Janas-Kozik e coll., pubblicato su Psychiatria Polska nel 2012).

Nonostante esistano specifici sintomi relativi all’Ortoressia, purtroppo ricercatori e clinici, non hanno ancora chiarito se far rientrare tale patologia tra i disturbi del comportamento alimentare o i disturbi ossessivo-compulsivi. Ciò comporta la presenza sul web di articoli e informazioni, riguardo l’Ortoressia, che non hanno una valenza scientifica. Vandereycken nel 2011, in una ricerca pubblicata sull’ Eating Disorder, riporta dei dati significativi: cliccando la parola Ortoressia, solo 28 articoli provengono da fonti scientifiche (PubMed e PsycInfo) al cospetto dei 55,500 articoli rilevati da Google. E’ un dato che fa riflettere rispetto all’immediata necessità di fare chiarezza su questa sindrome.

Non esistono studi che ci permettono di sapere quanto questa patologia sia presente tra i giovani. In una fase così delicata come l’adolescenza, si può facilmente immaginare come un’insoddisfazione dell’aspetto corporeo e una ricerca della perfezione fisica, possano portare i ragazzi a stare attenti a quello che si mangia o mettersi a dieta.  Il corpo, in questa fase di vita, si trasforma, è in crescita e le diete scorrette e drastiche possono causare seri problemi.

Nel caso dell’Ortoressia, infatti, la dieta stessa si trasforma in una pericolosa ossessione. Tutte le attività quotidiane sono dominate dalla pianificazione e preparazione dei pasti naturali, sani, né chimici né tossici. Ogni allontanamento dallo schema prefissato, può provocare nel ragazzo sensi di colpa e indurlo a controllare ancora più rigidamente i propri pasti (da Janas-Kozik pubblicato su Psychiatria Polska nel 2012). Nei casi meno gravi l’adolescente andrà a cena fuori solo se si porterà il pasto cucinato da lui. La vista di cibi “tossici”, il contatto accidentale con essi e con gli amici che li mangiano, con il tempo, potrebbe diventare insopportabile, tanto da portare il giovane a non uscire più con gli amici.