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Adolescenti goffi e scordinati: la scienza ci spiega il perché


Non è insolito vedere i ragazzi, durante la fase di sviluppo, muoversi in maniera sgraziata e impacciata, sbattere e urtare contro i banchi, le porte e verso qualsiasi oggetto incontrino sulla loro strada, come se avessero una percezione distorta della realtà. Si muovono in maniera scoordinata e vengono spesso definiti da genitori e insegnanti come “elefanti in una cristalleria”. Ora, però, un recente studio sembra assolvere gli adolescenti, in quanto dietro ad una scarsa coordinazione, si celerebbe una motivazione scientifica.

 

Durante la fase adolescenziale, i ragazzi si ritrovano improvvisamente in un “contenitore” sconosciuto, che li porta a confrontarsi con una nuova immagine di sé: a volte, però, il corpo si modifica così rapidamente tanto da non lasciare il tempo alla mente, di elaborare e di adattarsi ai cambiamenti.

Un interessante lavoro di ricerca, condotto presso l’Università degli Studi di Bologna (Bisi e Stagni, 2016), ha coinvolto 88 adolescenti di 15 anni. Sono stati applicati, nella parte inferiore della schiena, sensori wireless in grado di monitorare l’andamento del corpo, analizzando le caratteristiche della camminata, tra cui la fluidità dell’andatura, la regolarità del passo e l’equilibrio, camminando per 4 volte, lungo un corridoio di 10 metri; inoltre, i partecipanti dovevano, nel contempo, risolvere a mente un esercizio di matematica, che ha reso più complessa l’esecuzione del compito.

Lo studio ha messo in luce come un accrescimento repentino nell’altezza, rischi di condizionare il controllo e la padronanza delle capacità motorie. Infatti, 19 adolescenti del campione, i quali avevano mostrato una rapida crescita di statura, guadagnando più di tre centimetri in tre mesi, tendevano a camminare più goffamente, mentre i loro coetanei che avevano avuto uno sviluppo più regolare, che non erano cresciuti più di un centimetro, riuscivano a mantenere fluidità e regolarità del passo. In questo modo, è stato possibile quantificare lo sforzo a livello cognitivo, richiesto da ciascuno, per controllare i propri movimenti.

Certamente, questa è una fase delicata del ciclo di vita, carica di difficoltà, proprio perché prevede l’integrazione del nuovo con il vecchio: ma se tutto accade troppo velocemente, non bisogna stupirsi se il cervello non riesce ad adattarsi e ha bisogno di prendersi il suo tempo.

 

 Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Bisi M.C., Stagni R. (2016). Development of gait motor control: what happens after a sudden increase in height during adolescence?. BioMedicalEngineering OnLine, doi: 10.1186/s12938-016-0159-0.

 

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