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Bulli e vittime. Le conseguenze a lungo termine del bullismo


Essere vessati, presi in giro e isolati in maniera sistematica e intenzionale dai coetanei è un’esperienza devastante che può favorire l’insorgenza di molti disagi in diverse aree dello sviluppo.

Tuttavia, si parla ancora poco degli effetti a lungo termine del bullismo infantile, presenti non solo nelle vittime ma anche nei bulli.

Uno studio recente (Sourander et al., 2015) ha indagato gli effetti negativi a lungo termine su adulti che, da bambini, erano stati bulli o vittime di bullismo. La ricerca è iniziata nel 1989 e ha analizzato i dati di 5034 bambini di 8 anni, divisi in quattro gruppi: coloro che non erano stati coinvolti in atti di bullismo; le vittime di sistematici episodi di bullismo; i bulli; i bambini che erano stati sia vittime sia a loro volta bulli.

Tutti i gruppi di bambini sono stati seguiti nell’arco degli anni e sottoposti a indagini, per valutare l’eventuale presenza di problemi di natura psicopatologica. I dati sono stati raccolti attraverso questionari somministrati ai bambini, ai genitori e agli insegnanti con follow-up, tra i 16 e i 29 anni di età.

Dai risultati dell’indagine, è emerso che circa il 20% dei bambini, esposti in maniera continuativa ad azioni prevaricanti da parte dei bulli, ha sviluppato, in epoche successive, disturbi psichici, in particolare depressione. Il gruppo di soggetti che ha mostrato una maggiore vulnerabilità, con la percentuale più alta di psicopatologie in età adulta (il 31,2%), tra cui depressione, abuso di sostanze e psicosi, era quello composto da coloro che in età infantile erano stati sia vittime sia loro volta bulli.

I dati ancora una volta confermano la necessità di strategie specifiche di intervento che consentano di riconoscere precocemente i segnali e prevenire le conseguenze devastanti di questo fenomeno.

 

Redazione AdoleScienza.it

 

Riferimenti Bibliografici

Sourander A., Gyllenberg D., Klomek A. B., Sillanmäki L., Ilola A. M., Kumpulainen K. (2015). Association of bullying behavior at 8 years of age and use of specialized services for psychiatric disorders by 29 years of age. JAMA psychiatry, 1-7.

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