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Padri: ancora lontana la “parità” nella cura dei figli


Il coinvolgimento dei padri nelle funzioni di accudimento dei figli e nelle mansioni domestiche è in aumento rispetto agli anni precedenti, ma in nessun paese al mondo è ancora comparabile a quello delle donne.

A rivelarlo è il primo rapporto dell’Onu che ha voluto analizzare da vicino il ruolo, ancora poco valorizzato, dei padri. Lo studio, chiamato “State of the World’s Fathers” (http://sowf.men-care.org/wp-content/uploads/2015/06/State-of-the-Worlds-Fathers_12-June-2015.pdf), ha evidenziato la persistenza di notevoli disuguaglianze tra i genitori nei lavori domestici e nell’accudimento dei figli.

Le donne, sebbene abbiano assunto maggiori responsabilità fuori casa, rappresentando il 40% della forza lavoro globale, continuano a dedicare da due a dieci volte più tempo degli uomini nella cura della famiglia. Eppure la maggior parte dei padri ha riferito che sarebbe disposta a lavorare di meno, se questo significasse poter trascorrere più tempo con i loro figli.

Le norme sociali stesse sembrano scoraggiare il coinvolgimento nelle prime fasi di vita dei figli da parte dei padri che si ritrovano soltanto a “dare una mano” alle proprie compagne. Mentre il congedo di maternità è attualmente offerto in tutte le parti del mondo, solo 92 paesi offrono il congedo di paternità e, in metà di questi paesi, è inferiore a tre settimane.

L’opportunità per i padri di avere il congedo dal lavoro rappresenta in realtà un passo importante verso il riconoscimento dell’importanza anche del ruolo paterno per il benessere dei bambini. La ricerca ha infatti confermato che la loro partecipazione nell’accudimento dei figli è di fondamentale importanza, favorisce la salute fisica e mentale delle madri stesse e la riduzione dello stress genitoriale. Inoltre, è emerso che la relazione sana padre-figlio permette a quest’ultimo di sviluppare a pieno le sue potenzialità: la presenza paterna migliora lo sviluppo fisico, cognitivo, emotivo e sociale dei bambini e contribuisce alla loro serenità.

Redazione AdoleScienza.it

 

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