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A soli 9 anni costretta a prostituirsi. Cosa vive un bambino “usato” dai genitori?


Una bambina di soli 9 anni è stata costretta dai propri genitori a prostituirsi per poche decine di euro. Questo è quanto emerso dall’indagine portata avanti dalle forze dell’ordine della Compagnia di Partinico, in un paesino vicino Palermo, che ha portato alla luce questi gravissimi fatti.

Attualmente agli arresti domiciliari sono finiti i genitori della bambina e altri due uomini, dove su di loro pende l’accusa di violenza sessuale e di sfruttamento della prostituzione minorile. A denunciare la vicenda è stato un uomo insospettito dal fatto che la bambina si stava appartando in una zona di campagna con uno degli adulti indagati.

E’ stata poi la bambina stessa a confermare quanto accaduto, ascoltata nell’audizione protetta con la presenza di esperti dell’età evolutiva, dove ha raccontato in maniera piuttosto dettagliata quanto era stata costretta a subire. Attualmente è in affido presso una casa famiglia ed è stata prontamente allontanata dai genitori.

Quali sono i danni a breve e a lungo termine? 

Un genitore sarebbe degno di essere chiamato tale se assolvesse alle facoltà genitoriali di tutela e protezione di un minore che non ha chiesto di essere messo al mondo. Un genitore non si può scegliere e, in tutti questi anni di lavoro psicoterapeutico con i minori, ne ho sentite veramente troppe.

Purtroppo genitori che fanno prostituire i figli minori anche molto piccoli, non sono così rari come si può pensare, esistono e purtroppo tantissimi casi non arrivano alla cronaca.

Parliamo di persone disturbate che pensano che il figlio sia un oggetto di proprietà che possono usare e fargli fare ciò che credono. Parliamo di persone che non si rendono conto dei danni che causano in un bambino che non ha ancora uno sviluppo emotivo e cognitivo tale per comprendere che cosa stia facendo. Una violenza, un abuso psicologico e di un corpo innocente che viene violato per i porci comodi di un padre ed una madre e di altri adulti malati che si eccitano e si appagano nel fare sesso con una bambina o un bambino. Si parla molto poco della prostituzione e degli abusi sessuali ai danni di maschietti ma sono purtroppo presenti anche quelli.

Perché tutelano il genitore che li fa prostituire?

Un bambino si affida ad un genitore, sa che sta facendo delle cose che non gli piacciono, che non lo fanno stare bene, che lo rendono triste: ho sentito decine di racconti in cui mi hanno descritto ciò che provavano. La sensazione di qualcosa che non piace, che non è quello che si vorrebbe fare, solo che se va bene a mamma e papà, se loro dicono che va bene, se loro si aspettano che tu lo faccia, che ti dicono che sia giusto farlo, anche se non ti piace, lo fai.

A quell’età il bambino non ha ancora sviluppato la capacità di discernimento, legge con il filtro del genitore, non ha gli strumenti per ribellarsi e per andargli contro perché quando si arriva a tanto significa che siamo in presenza di un degrado emotivo che sottende tanti altri comportamenti di assenza di cura psicologica e fisica. Non basta mettere al mondo un figlio, dargli da mangiare e vestirlo per essere un genitore, ci si deve prendere cura di lui e proteggerlo da chi non ha rispetto dell’infanzia e da chi non si rende conto di avere una patologia.

In questo modo, è stato violato il diritto all’infanzia, un corpo e una dimensione privata. Una bambina che ha dovuto vivere esperienze sessuali non desiderate e non appropriate per l’età si porterà dei segni importanti, una adultizzazione precoce, un tradimento emotivo e fisico, un vivere con i propri aguzzini che non possono essere neanche identificati come tali.

Se io dipendo da te, se tu sei la mia sopravvivenza, come posso attaccarti, provare rabbia nei tuoi confronti, come sopravvivo: ti giustifico perché giustificare rende più accettabile la situazione da un punto di vista emotivo e mi permette di dargli un senso. Per questa ragione tanti bambini non attaccano da bambini chi li abusa o chi li fa prostituire, lo elaborano quando sono più grandi, quando crescono e provano a dare un senso a ciò che è accaduto. Il tradimento da parte di uno o entrambi i genitori è uno dei dolori più difficili e profondi da elaborare. Addirittura tanti bambini arrivano anche a pensare di essere la causa.

I danni a lungo termine

Ovviamente questa condizione distrugge anche da un punto di vista emotivo, l’autostima, l’Io, gli aspetti relazionali. Ci si confronta con gli altri, si capisce che ciò che si sta vivendo è qualcosa che non va bene, che si deve tenere dentro, che non si può condividere e raccontare a nessuno, anche perché tanti adulti manipolano mentalmente i bambini chiedendo che rimanga un segreto, una situazione da non raccontare a nessuno gravandoli di un peso maggiore.

Ovviamente vivere una sessualità precoce nel peggiore dei modi, con anziani, con adulti viscidi e irrispettosi crea degli importanti problemi anche da un punto di vista sessuale. Tante ragazze e ragazzi che ho seguito hanno avuto difficoltà a vivere una sessualità “normale”.

Ora non va lasciata sola

Un danno sotto tanti punti di vista perché poi giustamente la bambina viene allontanata dalla famiglia e si trova senza casa, senza genitori a vivere in una comunità, perdendo tutto, ogni riferimento, seppur patologico.

Non va solo ascoltata, ora va seguita, non va lasciata sola, va fatta parlare, accettata, fatta esprimere, reintegrata e le va garantito un futuro dignitoso, non un passaggio da una famiglia affidataria all’altra, da una comunità all’altra, o data a parenti stretti che sono come o peggio dei genitori. Va valutata non bene, di più, la condizione in cui andrà a vivere perché le si deve garantire quel diritto all’infanzia che le è stato levato.

di Maura Manca