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Abusa di un minorenne a cui impartisce ripetizioni e partorisce il figlio dello scandalo


Lui è un 13enne che avrebbe semplicemente avuto bisogno di ripetizioni private di inglese per rinforzarsi in vista del fine anno scolastico. Dall’altra parte abbiamo una donna di 35 anni, madre di un bambino poco più piccolo del suo allievo, infermiera e insegnante in privato di inglese che ha decisamente distorto il senso del prendersi cura e di impartire ripetizioni ad un ragazzino ancora in fase di sviluppo.

Si può parlare di abusi a ripetizione, non di ripetizioni private, di una relazione nata con il piccolo e durata troppo tempo, una storia diventata sempre più soffocante che si stringeva intorno a lui come farebbe un anaconda con la sua preda. Messaggi a raffica, ricatti morali, parole invasive e ingestibili da un punto di vista emotivo, soprattutto per un ragazzino di quell’età. Una distorsione della loro relazione, della loro storia, un piccolo adolescente da cui la donna pretendeva un comportamento da uomo adulto, consapevole e maturo. Una donna sposata, oltretutto mamma, che ha dato alla luce un figlio del povero malcapitato che ora si trova a gestire una paternità frutto della violenza e della visione distorta della realtà di questa persona. Il test del DNA ha infatti confermato che il figlio è del ragazzino.


Una violenza non solo sessuale, anche e soprattutto psicologica, con degli esiti a breve e a lungo termine da un punto di vista emotivo, relazionale e affettivo non indifferenti. Un evento con molta probabilità traumatico, non era quello che voleva, è facile cadere nella trappola di un adulto che riveste quel ruolo e che può avere un fascino su di lui.


La capacità di discernimento è ancora in fase di definizione, non si può pensare che a 13 anni si comprenda che si sta cadendo in una rete tessuta giorno dopo giorno intorno a lui con la manipolazione mentale e l’abuso di un ruolo. Ad un certo momento si è trovato tagliato fuori dalla vita sociale, stava vivendo una relazione più grande di lui, una vita di paura per essere scoperto, timore di far del male ai genitori, di messaggi cancellati, di prove nascoste per evitare il peggio, sempre che si possa parlare di peggio.

I genitori si sono accorti del problema perché hanno visto cambiare il figlio da un punto di vista emotivo e comportamentale, sono entrati nel suo cellulare e hanno fatto la macabra scoperta. Un dolore pazzesco perché hanno affidato il loro piccolo ad un carnefice che si è approfittato di lui, lo hanno fatto in maniera completamente inconsapevole rispetto a ciò a cui sarebbero andati incontro, anzi, mossi dal bene di sostenerlo e aiutarlo.

Una famiglia attenta ai bisogni e alle esigenze del figlio, ma come può un genitore pensare che una madre di famiglia, un’infermiera che dovrebbe conoscere il significato del prendersi cura dell’altro possa arrivare a tanto? No, non può, anche se oggi non c’è più limite alla distorsione mentale e ci si può aspettare veramente di tutto. Bisogna avere 100 occhi e un dubbio sempre in tasca perché obiettivamente ne capitano troppe a questi poveri ragazzini, e una dietro l’altra.

Due genitori che rischiano di dover fare i conti non solo con i sensi di colpa ma anche con il dolore di un figlio che ha perso la sua adolescenza e si è trovato a vivere da adulto in corpo di bambino.

In questi casi tanti padri e madri si danno la colpa di non essere stati in grado di cogliere subito i segnali, di non aver protetto il figlio come avrebbero dovuto. In questa situazione non si possono dare la colpa, non si poteva immaginare che una donna così davvero potesse arrivare a tanto. Se non si ha il male dentro difficilmente si riesce a vedere il male negli altri.

Dall’altra parte abbiamo un’altra famiglia distrutta, abbiamo un altro bambino che si trova ad avere un fratellino avuto da un padre-bambino di qualche anno più grande di lui, ma come vivrà questo bimbo che si è trovato incastrato all’interno di un frullatore a vivere anche un tradimento emotivo di un dolore inaudito? Come potrà un figlio accettare e perdonare? La mamma ha scelto un altro ragazzino, lo ha messo da parte perché la sua testa era ormai dedicata all’altro e alla loro relazione. E poi non ci dimentichiamo che abbiamo anche un marito che sembra che sapesse di questa relazione e del fatto di non essere lui il padre del bambino e che probabilmente accettasse la relazione con il piccolo amante. Spero vivamente che non ci sia omertà da parte delle amicizie della donna che magari erano state eventualmente informate di questa relazione extraconiugale.

Per fortuna che i genitori del ragazzo sono riusciti a cogliere i segnali e intervenire mettendo un punto a questo dramma umano. Adesso non si sa come si procederà, ma è indubbio che questa vicenda lascerà dei segni e dei condizionamenti molto, ma molto profondi a tutti i livelli.

L’articolo è tratto integralmente dal mio blog dell’Espresso:

http://adolescienza.blogautore.espresso.repubblica.it/2019/03/11/abusa-di-un-minorenne-a-cui-impartisce-ripetizioni-e-partorisce-il-figlio-dello-scandalo/

di Maura Manca