GIANLUIGI DONNARUMMA

Il caso Donnarumma: un vero esempio di diseducazione all’italiana


Il nostro Gigio nazionale sta facendo parlare tutti, Ministra compresa che si schiera in campo per fare il tifo per Donnarumma che ha deciso di non presentarsi agli esami di maturità per fare le sue godute vacanze da miliardario. Non ha nessun senso sindacare sulla scelta di Gigio, non è il mio ruolo e credo che avrà avuto le sue validissime motivazioni per decidere di non presentarsi agli esami di maturità, ciò che mi fa riflettere è come il suo caso stia diventando un “caso di stato” e che anche la Ministra dell’Istruzione sia scesa in campo. Il problema non è lui ma tutta questa attenzione mediatica sul “caso Donnarumma” che è veramente diseducativa nei confronti di questi giovani che dovrebbero essere educati con altre prospettive future. Si deve riflettere su cosa si trasmette ai ragazzi, ci si deve rendere conto che così si va solo ad amplificare il ruolo della notorietà e della fama come mezzo per ottenere tutto.

Non solo YouTuber, Blogger, Fashion Blogger e Influencer di ogni tipo e genere, ormai è tutto basato sul potere della notorietà e della fama perché se fosse successo ad un Gigio qualunque di periferia nessuno lo avrebbe mai saputo e non avrebbe mai destato nessun tipo di interesse, come del resto è successo per tutti quegli studenti che per un motivo o per l’altro non sono riusciti a dare l’esame di maturità.

Forse ci si dimentica che ci sono veramente tantissimi adolescenti che faticano per riuscire a raggiungere risultati da un punto di vista sportivo e scolastico, senza dimenticarci che siamo in Paese che non punta sullo sport e sugli atleti. Ci sono adolescenti agonisti di nuoto, di scherma, di tennis, di sci, di ginnastica che fanno dei sacrifici enormi, si allenano prima di andare a scuola, appena hanno finito e spesso non vengono agevolati neanche nei compiti e nello studio e non tutti si possono pagare le scuole private che agevolano la vita ai nullafacenti. Inoltre, ci sono tanti ragazzi che non hanno la possibilità di studiare, che hanno dei problemi un tantinello più seri di un calciatore professionista che li portano a rinunciare agli studi, che avrebbero bisogno anche loro di un rinforzo e di qualcuno che gli dica che ce la possono fare. La scuola di per sé non è pronta per incoraggiare e accogliere il disagio individuale, e forse non dovrebbe neanche essere il suo specifico ruolo, però tanti ragazzi lasciano gli studi per problemi psicologi, per un disagio interno, perché non riescono a gestire il vuoto e le deviazioni che hanno dentro e che li muovono verso le strade della chiusura o della esternalizzazione dei problemi.

Questa attenzione mediatica mi sembra un ennesimo schiaffo nei confronti di tutte queste persone e soprattutto un esempio completamente diseducativo. Se diamo peso a questi episodi e facciamo diventare “santi o eroi” chi si merita ben altro, non lamentiamoci se i giovani crescono con valori superficiali e velleitari.

di Maura Manca

La foto è stata presa dal sito di gianluigidonnarumma.com