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Il corpo: teatro dell’esuberanza adolescenziale


La società moderna rivolge sempre maggiore attenzione al corpo e alla sua immagine. I media hanno contribuito a rendere il corpo un’icona che prevale rispetto alle caratteristiche psicologiche di una persona. I modelli estetici e alcuni canoni di bellezza sono consacrati come strumenti per accedere al successo, alla popolarità, alla fama, alla realizzazione personale.

Durante questi anni il corpo rappresenta il teatro dell’esuberanza adolescenziale.

In questa fase è possibile che venga utilizzato come territorio su cui l’adolescente stesso può esercitare il proprio dominio, sperimentare un senso di onnipotenza e, in alcuni casi, ricercare attenzioni o dire cose che in altro modo non riuscirebbe a dire. È per questo che spesso si incide il corpo o lo si modifica in vari modi. Talvolta esso costituisce il luogo privilegiato per dare voce a conflitti e disagi; può essere utilizzato come narratore o come portavoce di emozioni profonde che l’adolescente può non essere in grado di esprimere e comunicare in maniera differente.

In questa fase il corpo è uno strumento per comunicare il proprio mondo interno e viene utilizzato come “oggetto” da:

– Cambiare: con l’attività fisica, le diete e i trattamenti estetici;

– Modificare: con piercing, tatuaggi, scritte, tagli, pettinature stravaganti o tinte ancora più bizzarre;

– Mettere in mostra: con vestiti sempre più scollati e quasi inesistenti, trasparenze, strappi ovunque, trucchi  marcati.

La mattina si va a scuola vestiti in un certo modo, chi in divisa, chi con i vestiti “da scuola” perché i genitori e i professori “rompono”. Il pomeriggio iniziano le lotte con i genitori perché spesso c’è la metamorfosi per omologarsi agli altri, stare in linea con le tendenze giovanili e seguire i propri idoli.

C’è la gara a chi si spoglia di più, a chi è più trasgressivo e, purtroppo, tutto questo sta diventando quasi normale. Non esiste più il contatto con l’altro, l’affettività, le relazioni e, anche i genitori, spesso, non hanno tempo di valorizzare questi aspetti e rinforzare l’autostima dei figli, valorizzare il concetto di dignità, in poche parole trasmettere i valori.

In adolescenza c’è una mercificazione di tutto, una costante sessualizzazione del corpo che spesso viene usato come oggetto per ottenere scopi personali, dei vantaggi, anche per essere accettati, per paura a volte di essere rifiutati si dice “si” anche quando non si vorrebbe. Si arriva anche a utilizzare il proprio corpo come oggetto sessuale da vendere in cambio di denaro o regali quali ricariche telefoniche, vestiti o accessori.

Il corpo per l’adolescente è spesso il luogo di massima espressione degli stati interni e, nello stesso momento, può:

– rappresentare uno strumento di comunicazione con l’esterno (amici, genitori, insegnanti), per provocare, per opporsi alle regole e ai modelli educativi, per esprimere il proprio dissenso;

– essere un mezzo attraverso cui affermare la propria identità; rafforzare la propria autostima; sfogare il proprio disagio e la tensione, regolare i conflitti interiori;

– fissare momenti significativi della vita, come per esempio nei casi in cui gli adolescenti segnano anche in maniera indelebile sul proprio corpo eventi importanti, come quando si fanno un tatuaggio o un piercing, insieme all’amico o al fidanzato;

– ricercare l’attenzione.

È importante imparare a riconoscere tutti i segnali e le comunicazioni che gli adolescenti mandano attraverso l’uso del corpo perché a volte sono funzionali alla crescita, ma altre volte, sono comunicazioni silenti di un qualche disagio più profondo che, se non viene ascoltato, può portare alla messa in atto di gesti più eclatanti.

di Maura Manca, Psicoterapeuta

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