reagire

Il senso del reagire e l’imparare ad opporsi


REAGIRE significa opporsi a qualcosa o qualcuno, significa però anche opporsi a noi stessi quando ci facciamo del male da soli e riuscire ad andare contro le situazioni che ci condizionano, che ci schiacciano e che quindi ci impediscono di esprimerci.

NON agendo di impulso, perché la reazione avventata non è pensata e in genere non produce mai niente di positivo per noi perché è una risposta a qualcosa vissuto come un attacco alla propria persona a cui appunto non  bisogna sottostare.

La reazione DEVE esserci, ma non è detto nell’immediato, a volte richiede un tempo maggiore di elaborazione, altre uno spazio di metabolizzazione per poter incamerare ciò che è accaduto e quindi poi agire in maniera egosintonica, ossia in sintonia con se stessi. Questo si può fare solo imparando a gestire le proprie emozioni ed elaborando una risposta adattiva per noi, funzionale quindi al nostro benessere.

Non è sempre facile, anzi tante volte è molto faticoso, soprattutto quando la lotta è con noi stessi, nel contempo però è uno dei movimenti che non ci dobbiamo mai scordare, è una parola che deve accompagnare la nostra esistenza e deve venir fuori nei momenti giusti.

Si parla tanto di LIBERTA’, di essere liberi, ma senza le competenze psichiche per reagire si rischia di rimanere sempre schiavi, di noi stessi in primis, e poi, di conseguenza, di ciò che ci circonda, dai media, ai social, alla tecnologia, fino ad arrivare allo status che si decide di rivestire nella società.

di Maura Manca, Psicoterapeuta

 

 

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