spose bambine

Le chiamano spose bambine, sono bambine costrette al loro destino


Le chiamano spose bambine, sono piccole bambine o preadolescenti costrette a sposarsi con uomini molto più grandi di loro, con adulti che si vogliono assicurare la purezza e la verginità di una creatura innocente che dovrebbe ancora respirare la spensieratezza della vita, giocare ed esprimersi confrontandosi con i coetanei. Sono i matrimoni forzati che negano il diritto all’infanzia a milioni di bambine nel mondo.

Di che numeri parliamo?

I numeri sono decisamente allarmanti, secondo l’ultimo rapporto di Save the Children ogni anno 15 milioni di giovani donne si sposano prima di aver compiuto 18 anni. Nei paesi in via di sviluppo una su tre si sposa prima dei 18, mentre una su nove, prima dei 16 anni. Secondo uno studio dell’Unicef i paesi con il più alto tasso di matrimoni minorili sono Niger, Repubblica Centroafricana, Chad e Bangladesh, nonostante siano registrati casi anche negli Stati Uniti e nel nostro Paese.

In Italia l’articolo 84 del codice civile stabilisce che i minori non possono contrarre matrimonio. L’articolo però prevede una deroga per chi ha compiuto 16 anni. È possibile presentare un ricorso e il Tribunale può pronunciarsi a favore dopo aver valutato la maturità psicofisica del minore, analizzato la fondatezza delle ragioni e la gravità dei motivi che hanno indotto il minore a volersi unire in matrimonio. Ovviamente, deve essere presente anche l’approvazione genitoriale.

Le bambine vengono vendute dalle “madri”, dai “padri”, tutto tra virgolette visto che il dovere di un genitore è quello di tutelare, proteggere e far crescere un figlio, dai “genitori” a questi uomini che andranno a sfruttarle emotivamente e sessualmente fin dalla tenera età, che andranno ad abusare del loro corpo, della loro ingenuità, costringendole anche a fare figli troppo precocemente.


Sono bambine usate come oggetto per sfogare i propri desideri, sono creature che non hanno la possibilità di scegliere e di decidere per il loro futuro, di costruirsi una strada, di rincorrere un sogno, di avere delle ambizioni e di realizzarsi da un punto di vista personale e professionale.


Sono costrette ad accettare quello che è stato deciso per loro. Sono obbligate a vivere una vita che non avrebbero mai voluto vivere, ad affrontare problemi che non sono idonei per la loro età, a vedersi crescere precocemente e diventare troppo spesso grandi e sole. Abbandonate anche dalla famiglia.

Non c’è peggior tradimento di quello di un genitore

Quello del genitore è il tradimento peggiore che una persona possa subire, soprattutto quando la parte lesa sono i bambini. Ma quando neanche un padre ed una madre riconoscono i bisogni del proprio bambino, si prendono cura di lui, dove e a chi quella povera creatura si può aggrappare?

Si scatena un uragano di solitudine interna che devasta la piccola psiche di chi, invece di giocare a far sposare le bambole o sognare gli amori eterni adolescenziali, è costretto a scontarsi con la nuda e cruda realtà della perversione umana che non ha limiti e rispetto, neanche dell’infanzia.

Una bambina, una volta che viene prima abbandonata, sfruttata, venduta e tradita anche dal genitore, perde tutti i punti di riferimento, non sa più dove agganciarsi, si sente completamente sola e sperduta in balia di chi guarda solo i propri interessi ed è incapace di mettersi nei panni di un bambino, di provare empatia e di capire che quello che sta facendo è completamente sbagliato per se stesso e per l’altro. Sono persone che hanno comunque dei gravi disagi e patologie perché sono attratti dalle bambine che costringono a stare con loro, con la forza e senza un briciolo di umanità.


Quando una bambina viene venduta da chi l’ha messa al mondo, si sente profondamente sola, la sua autostima viene distrutta, si sente persa, in gabbia, tradita, sfiduciata e tantissime volte sviluppano un vissuto ansioso e depressivo importante che, in tanti casi, ha portato al suicidio, visto purtroppo da tante spose bambine come unica via d’uscita per essere libere.


Sono pochissime purtroppo le bambine che hanno tenuto duro, che hanno tentato di uscire dalla schiavitù e di combattere per trovare prima o poi, quello spiraglio di luce e sfuggire dagli orchi cattivi.

Rimarranno comunque segnate a vita perché ciò che hanno vissuto in quella tenera età è un trauma non indifferente che ha un forte impatto emotivo e ripercussioni da un punto di vista psichico, fisico e relazionale.

Anche perché, il più delle volte, sono sottoposte ad una serie di violenze e abusi, sia diretti che indiretti, come per esempio guardare il “marito” mentre fa sesso con prostitute o con altre donne. Sembra che tante bambine costrette a questi matrimoni forzati, siano condannate fin da piccole al loro destino e la fuga non è ammessa perché equivale al disonore visto che ci troviamo spesso in famiglie malavitose.

Vengono violati i diritti all’infanzia

Diventare donne troppo precocemente e mogli bambine significa perdere anche il diritto all’istruzione che gli viene negato perché si trovano a vivere al servizio di una persona che le sfrutta in tutto e per tutto. Significa non sviluppare mai un’indipendenza ed un’autonomia perché si rischierebbe di perderne il controllo.

Vengono private di tutti gli aspetti relazionali e degli affetti, oltre che della libertà.

Costrette in schiavitù da uomini che si assicurano la verginità e la purezza di una creatura, attratti dalle bambine in modo patologico, non solo rispondenti ad un’usanza spregevole legata alla cultura. Si tratta comunque di uomini che vedono le bambine come un oggetto per soddisfare i loro bisogni e le loro esigenze, senza un briciolo di umanità.

di Maura Manca

L’articolo l’ho ripreso dal mio Blog AdoleScienza de L’Espresso:

http://adolescienza.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/09/09/le-chiamano-spose-bambine-sono-bambine-costrette-al-loro-destino/

 

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