Nonni-tecnologici

Nonni digitali con nipoti digitali. Le nuove famiglie allargate


I nonni oggi rivestono un ruolo estremamente importante nello sviluppo e nella crescita dei nipoti, sempre meno nipoti e sempre più figli. Taxi, tate, chef, controllori dei compiti, tante volte anche bancomat visto che molti genitori faticano ad arrivare a fine mese: dunque il ruolo e il tempo che i nonni trascorrono con i nipoti è davvero importante.

Queste riflessioni non vogliono essere una generalizzazione, perché in mezzo al mucchio, ci sono tanti figli che non hanno genitori, che sono completamente autonomi, che non hanno buoni rapporti con i propri familiari e che non hanno un padre e una madre su cui poter contare. Parlo però della condizione che vivono tante famiglie italiane, costrette in un certo senso a non staccarsi dal proprio nucleo di origine e delegare, almeno in parte, la crescita dei figli ai propri genitori.

In terapia ci troviamo a lavorare con tanti bambini e adolescenti che hanno un legame affettivo con i nonni sovrapponibile a quello paterno e materno, piccoli che chiamano papà 1 e papà 2 o mamma 1 e mamma 2.

Nonni che hanno sempre più difficoltà a mantenere un ruolo da nonno, senza interferire da un punto di vista educativo considerato il tempo che trascorrono con i nipoti.

L’educazione e le regole dovrebbero essere dettate dai genitori e dovrebbe essere un loro compito, ovvero come si vuole che un figlio cresca e quali valori debba avere. I nonni hanno il ruolo di farle rispettare, fungere da contenitore e da coloro che monitorano.

Talvolta, invece, ci troviamo davanti bambini confusi dal fatto che ognuno dice la sua e che talvolta si ritrovano in mezzo a più fuochi, di chi dice tutto e il contrario di tutto. “Mamma ha detto, no, nonno ha detto, ma papà dice ecc…” tutto questo ai figli non fa bene, hanno bisogno di punti di riferimento stabili e di un contenitore solido e coerente in cui muoversi, altrimenti non cresceranno con una solida integrazione psichica.

Identikit dei nonni digitali 

Ci vuole collaborazione e definizione dei ruoli, non competizione e invasione degli spazi. Spesso si discute anche sul ruolo della tecnologia e ci troviamo ad affrontare il problema dei nonni digitali. Nonni che si devono modernizzare e cercare di adattarsi ai tempi, per evitare di poter ancora dire la frase “neanche mia nonna”. Se non comprendono come funziona uno smartphone e la rete internet, visto il tempo che trascorrono con i nipoti, rischiano di non essere in grado di comprendere davvero i rischi e i pericoli a cui i bambini possono andare incontro.

Il ruolo del nonno dovrebbe essere anche quello di mediatore tra la tecnologia e il mondo reale, di coloro che fanno vivere anche una vita fuori dallo smartphone ai ragazzi, in modo tale che non si intossichino troppo.

I figli, soprattutto i bambini, dovrebbero avere delle regole di utilizzo della tecnologia ben chiare, dove ci dovrebbero essere dei piccoli contratti stipulati sulle modalità e sui tempi, chiari per tutti i membri della famiglia, soprattutto per coloro che rivestono un ruolo educativo. Il bambino deve sapere che genitori e nonni sono una squadra, non che con uno si possono ottenere delle cose e con l’altro delle altre. I nonni devono essere informati sui pericoli di adescamento non solo in rete, ma di come possano essere adescati anche attraverso i giochi in rete, cioè quasi tutti.

E’ vero che da un lato, per colmare il divario che c’è tra le tre generazioni, è importante che i nipoti diano una mano ai nonni per comprendere come diventare tecnologici, ma nel contempo, se genitori e nonni non si digitalizzano chi monitora i bambini e li aiuta a non naufragare in rete?

Ecco perché è importante non sottovalutare il problema, altrimenti avremo sempre più bambini e adolescenti allo sbaraglio in rete, senza confini e soprattutto senza limiti.

Nello stesso momento, oggi, c’è anche il problema che il telefono è usato come una telecamera o fotocamera, e i bambini vivono in funzione di video e foto continuamente condivise. Fai il video a nonno, manda la foto a nonna, saluta nonno, ogni cosa in funzione della rete. Questo da un lato avvicina le persone lontane, che magari per un motivo o per un altro non possono avere continuità con i nipoti, ma se si esagera e si abusa del mezzo si perdono i legami, l’importanza dei sentimenti e delle emozioni e della condivisione reale. Magari si sente meno la voglia di vedere l’altro perché tanto si può vedere come e quando si vuole, si perde la bellezza di raccontare ciò che accade, di stimolare la fantasia e tutto ciò che crea unione e una relazione diretta non tecno-mediata, tanto ormai si testimonia tutto con le immagini. Nello stesso momento si insegna ai figli che è normale riprendere e fotografare tutto e condividerlo nelle chat. Il fatto che un genitore autorizzi questo comportamento attraverso la chat della famiglia, non dovrebbe significare che lo legittimano per tutto quello che fanno. Ma non è così, perché ciò che si apprende nell’infanzia, le modalità di relazionarsi a cose e a persone, di ragionare, le abitudini, rimangono e vengono riproposte in tutti i contesti di vita. Così è chiaro perché oggi per oltre il 50% degli adolescenti (dati Osservatorio Nazionale Adolescenza) è assolutamente normale condividere proprio tutto e non c’è più differenza tra privato e pubblico.

Il buon esempio prima di tutto!

di Maura Manca