non voler sentire

Oggi parliamo della categoria dei LAMENTOSI


Oggi parliamo di quella categoria di persone che si lamentano di tutto e non fanno niente per cambiare le cose. “Hai visto che la luce delle scale non funziona?”, “Hai visto che le pulizie non sono fatte bene?”, “Hai visto bla bla bla”, “Hai visto come si è comportato quello o quella….”. Una lamentela continua, non un confronto in cerca di una soluzione concreta, uno sfogo personale fine a se stesso.

Lamentarsi per molte persone è quasi un’abitudine che si trasforma in una sorta di lamentela perenne che abbraccia anche il caldo, il freddo, l’umidità, le zanzare, la maleducazione della gente e tutto ciò a cui ci si può attaccare. Sono quelle persone che ti attivano l’istinto della fuga quando le vedi, che ti fanno mugugnare con tanto di sbuffata finale perché non si rendono conto che tu non sei il loro water in cui possono liberamente scaricare i loro problemi – tendenzialmente nei momenti meno opportuni. Sono anche quelle persone che non fanno niente per cambiare il loro stato, come se gli facesse comodo vivere in un mare di lamentele.

In effetti, le parole riempiono la vita, mentre la ricerca di una soluzione costringe a pensare, la soluzione a guardarsi dentro e magari accorgersi che ci sono troppi vuoti colmati da lamentele, buoni propositi e parole. Quando vengo agganciata dai lamentatori compulsivi vado immediatamente in antipatia perché rispondo che mi sono accorta del problema e l’ho segnalato per risolverlo, che se non faccio niente per trovare una soluzione non mi posso lamentare, che mi meraviglierebbe che durante l’estate facessero 5 gradi e che d’inverno ne facessero 30. Che siamo sopravvissuti all’alternanza delle stagioni fino adesso e con un po’ di impegno sopravvivremo ancora, che se ho un problema con il condomino chiamo l’amministratore, che per evitare che mi pungano le zanzare compro uno di quei 200 prodotti che vendono al supermercato ecc… leggo nei loro occhi che pensano che sono una stronza perché non gli do soddisfazione e l’attenzione che cercano, non alimento il loro lamentarsi compulsivo e non intendo farmi usare come un water.

Se vuoi cambiare le cose, puoi farlo, e puoi decidere anche di non farti invadere dalle persone che nella loro vita non hanno niente a cui pensare, altrimenti rischi di diventare colui che si lamenta dei lamentatori seriali, “che è peggio”, come diceva il nostro amato Puffo Quattrocchi.

Tratto dalla rubrica sul mio profilo Facebook OGGI PARLIAMO DI QUELLA CATEGORIA DI PERSONE…

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