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Padre uccide brutalmente il cane del figlio davanti ai suoi occhi. Quali danni?


Sono gesti che lasciano il segno nella psiche dei figli, tante volte commessi dai genitori, come in questo specifico caso, dove un padre con una violenza e una cattiveria inaudita prende il cane del figlio e lo butta giù dal settimo piano, davanti ai suoi occhi increduli, uccidendolo.

Un gesto che il padre ha accompagnato anche con frasi denigratorie, che svilivano il rapporto tra il figlio e il suo cane, un rapporto d’affetto che dimostrava attraverso la vicinanza, le coccole e un viverci a stretto contatto insieme.

Forse questo atteggiamento al padre dava fastidio, un padre padrone, abituato ad imporre il suo volere, completamente anaffettivo e che non riesce minimamente a comprendere cosa siano i sentimenti.

Un padre che definisce questo legame una pagliacciata, banalizzando con frasi come “E’ solo un cane”, considerandolo un eccesso di affetto da parte di un figlio nei confronti di un animale, nei confronti del quale, probabilmente, il ragazzo spostava quei sentimenti che con il padre non poteva esprimere, vista la sua anaffetività.

Il problema, inoltre, non è solo legato al gesto completamente diseducativo e violento a cui ha assistito un figlio, ma soprattutto alla violenza con cui è stato invaso, una violenza che va sommata al tradimento emotivo, perché quando un padre non riconosce i sentimenti di un figlio, ciò che è importante per lui e lo va addirittura a distruggere, denigrandolo, c’è un doppio tradimento, che lascia dei danni importanti sia a breve che a lungo termine.


Un padre deve tutelare un figlio, lo deve accogliere, deve comprenderlo, instradarlo, deve essere una guida, non deve essere lui a fargli del male e svalutare i suoi sentimenti, perché tutto questo ovviamente lascia segni importanti e sottopone il figlio a una violenza gratuita di cui non dovrebbe mai essere spettatore.


di Maura Manca