mal di testa

Un po’ di mal di testa…..


Il legame esistente tra la mente e il corpo è tutt’ora oggetto di numerosi studi da parte di medici e psicologi che incentrano parte di questi lavori sulle malattie fisiche che hanno una insorgenza psicologica.

Disturbi di tipo psicosomatico possono manifestarsi nell’apparato gastrointestinale (gastrite, colite), nell’apparato cardiocircolatorio (tachicardia, aritmie), nell’apparato respiratorio (asma bronchiale), nell’apparato urogenitale (dolori mestruali, impotenza, eiaculazione precoce o anorgasmia, enuresi), nella cute (la psoriasi, l’acne, la dermatite atopica, il prurito, la sudorazione profusa), nel sistema muscoloscheletrico (la cefalea tensiva, i crampi muscolari, il torcicollo, la mialgia, l’artrite), nell’alimentazione e nella patologia tumorale. La cefalea (mal di testa), insieme alla colite nervosa, è uno dei disturbi più diffusi nella popolazione generale, sia nei bambini che negli adulti. È un disturbo particolarmente diffuso in età evolutiva e in età adulta, si calcola, infatti, che oltre il 90% degli individui abbiano avuto a che fare, almeno una volta nella vita, con questo tipo di dolore.

Esistono le cefalee primarie chiamate così perché indagini strumentali escludono lesioni strutturali che rappresentano circa l’80% dei casi di cefalea. Le forme più diffuse sono emicrania, con e senza aura, e cefalea tensiva. Nella pubertà non esistono differenze di genere significative, mentre nelle cefalee secondarie è possibile risalire alla causa della cefalea (per esempio per un tumore cerebrale) e rappresentano il 15-20% dei casi totali.

La cefalea è caratterizzata da dolore forte alla testa o alle tempie, da nausea e in alcuni casi da fastidio alle luci e ai rumori. Vi sono delle persone che non hanno mai quiete dal dolore perché soffrono di mal di testa praticamente tutti i giorni, per lunghi periodi di tempo con scarsi momenti di remissione. L’emicrania è particolarmente diffusa, soprattutto nelle donne e il dolore coinvolge tipicamente una sola metà del cranio o le tempie con un forte dolore di tipo pulsante. La cefalea tensiva, invece, in genere si manifesta con dolore più acuto ma diffuso a tutta la testa e spesso transitorio. Insieme al dolore possono comparire fastidio alla luce e al rumore e, quando il mal di testa è molto intenso, possono manifestarsi nausea e vomito. Escluse le cause mediche, a tutt’oggi non sono state ancora identificate con certezza le cause della cefalea. Esistono alcune condizioni che favoriscono l’insorgenza dell’attacco, chiamate “fattori scatenanti”. Tra questi, lo stress, l’inquinamento ambientale (acustico e atmosferico), l’alimentazione disordinata, l’abuso di alcol, il fumo di sigaretta, la vita troppo sedentaria o al contrario l’eccesso di attività sportiva creano una concentrazione di stimoli irritanti e infiammatori a livello del cervello che si ripercuotono sulle terminazioni nervose causando dolore. L’emicrania abituale sarebbe una modalità di comunicazione corporea della persona di disagi o conflitti interiori, più o meno inconsapevoli e una manifestazione di una impossibilità a essere liberi di esprimersi emotivamente. Potrebbe anche essere una reazione condizionata appresa fin da bambini a stimoli emotivi ambientali non gestibili a livello emotivo. A sostegno di quest’ultima ipotesi vi sarebbe il fatto che molti emicranici abituali hanno una famiglia in cui è presente un genitore o entrambi sofferenti di mal di testa.

Uno studio condotto in un centro di Neuropsichiatria di Roma da Giudetti e colleghi nel 2005 con l’obiettivo di approfonditi alcuni aspetti riguardanti la cefalea in età evolutiva tra cui l’ambiente familiare in cui il giovane cefalagico vive, ha rilevato che il 42% dei bambini con diagnosi di emicrania ha la madre che soffre anch’essa di emicrania. Il 14% dei bambini con cefalea tensiva ha la madre emicranica, l’8% dei bambini con emicrania ha la madre con diagnosi di cefalea tensiva e il 2% dei con cefalea tensiva ha la madre con cefalea tensiva, dimostrando una corrispondenza tra la diagnosi di emicrania del figlio e quella della madre. Le famiglie con persone che soffrono di “mal di testa” sembrano essere caratterizzate da un ambiente familiare severo, esigente con alti livelli di confidenzialità e scarsa partecipazione affettiva. La presenza di uno stile di regolazione affettiva deficitario nel genitore può inibire la capacità del figlio di autoregolare, a sua volta, i propri stati emotivi influenzandone il vissuto corporeo con la tendenza alla somatizzazione.

di Maura Manca

 

Riferimenti Bibliografici

 

Guidetti V, Cerutti R, Galli F, Manca M, Vidmar M. (2005). Alexithymic traits in mothers of children and adolescents suffering from primary headache. Cephalalgia, 25(10): 1021-1029.

 

 

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