Buoni propositi

Vacanze finite è tempo di buoni propositi. Perché non riusciamo quasi mai a mantenerli?


“Da oggi mi metto a dieta”, è il più gettonato in assoluto, “Ora smetto di fumare”, “Ora mi iscrivo in palestra”, “Quest’anno mi prendo del tempo per me”, “Cercherò di non urlare”, sono solo alcuni dei buoni propositi più in voga. Il “Quest’anno inizierò a studiare da subito”, invece è il più famoso buon proposito che svanisce nell’arco di qualche settimana tipico adolescenziale.

Sono solo alcune delle frasi tipiche che scattano quasi in automatico al rientro dalle vacanze, generalmente quelle un po’ più lunghe, come quelle estive e quelle natalizie, quelle dove ci si lascia andare, dove si viene meno alle rigide regole che ci imponiamo spesso durante l’anno, dove mangiamo con gusto e facciamo ciò che più ci piace.

Questo fa scattare automaticamente dei sensi di colpa che vengono colmati con i famosi BUONI PROPOSITI, le famose promesse, degli obiettivi che ci poniamo da raggiungere, dei cambiamenti della nostra vita, che in genere non riusciamo a mantenere.

I buoni propositi non sono solo frutto dei sensi di colpa ma anche dei resoconti sulla nostra vita che facciamo in genere durante le vacanze, quando abbiamo più tempo per noi, quando abbiamo tempo per ascoltarci, per dare uno sguardo alla nostra vita, per capire che forse il tram tram quotidiano non ci fa poi così bene o non ci rappresenta pienamente e non ci permette di esprimerci in termini fisici e mentali.

Questo significa che il tempo per noi durante l’anno è molto limitato, che scandiamo la nostra vita con le vacanze, con i momenti di stacco, come se mettessimo il pilota automatico durante l’anno e vivessimo nei momenti di pausa. È normale che questa condizione generi tendenzialmente stress e che sia il presupposto di base per far fallire i buoni propositi.


Dobbiamo metterci al centro della nostra vita, dobbiamo ripartire da noi e ogni giorno è buono per metterci in discussione e per stare meglio, anche nella quotidianità, anche nelle piccole cose, altrimenti l’insuccesso è assicurato.


Non si deve aspettare che siano gli eventi o le ricorrenze ad indurre a fare un’analisi di noi stessi e della vita che si conduce, perché l’attesa porta a non affrontare e quindi a sommare situazioni da elaborare tutte insieme in un secondo momento. Il troppo da fare richiede uno sforzo mentale importante che indirizza verso un fallimento assicurato, mentre l’affrontare i problemi tutti i giorni, aiuta a prendersi cura di se stessi e a non accumulare mai, quindi ad un successo assicurato.

Dobbiamo imparare a metterci al centro della nostra vita, a trovare dei piccoli obiettivi raggiungibili e a godere di ciò che abbiamo, prima di fare dei cambiamenti. Non ha senso aspettare che la vita cambi, la vita cambia se cambiamo noi.

E poi tiriamo sempre le somme e facciamo delle valutazioni tendenzialmente negative. È raro che qualcuno analizzi gli aspetti positivi e sia orgoglioso di se stesso e di quello che ha realizzato. Ci si affida ad oroscopi e ai consigli di chi ci dice come vivere meglio e a non rifare gli errori dell’anno prima. Le soluzioni e le risposte si cercano sempre all’esterno, non rendendosi conto che sono solo risposte illusorie di facile portata per non guardarci dentro e capire che possiamo trovare risposte e risorse dentro di noi.

I resoconti appesantiscono molto a livello emotivo, perché ci portano a guardare nell’insieme quello che abbiamo dovuto affrontare giorno dopo giorno, mentre i  “buoni propositi” ce li poniamo perché ci ridanno speranza, fungono da rinforzo psichico e rappresentano una via d’uscita a tutto quello che ci sovraccarica, a tutto quello che avremmo dovuto fare e che abbiamo trascinato inutilmente per un altro anno. Ci fanno credere che ce la faremo e che staremo meglio e almeno per qualche giorno sarà sicuramente così.

Il problema è che spesso e volentieri i buoni propositi sono sempre gli stessi anno dopo anno e perdiamo inutilmente tempo a ripeterci sempre le stesse cose, senza chiederci come mai non siamo riusciti a cambiare in maniera duratura per essere efficaci e a non fallire di nuovo. A volte abbiamo bisogno dei soliti buoni propositi, ci aggrappiamo al “questa volta ce la faccio” facendoli diventare una motivazione di vita, senza però metterci in gioco realmente e dando spesso la colpa all’esterno. In altre occasioni ci danno una motivo per lamentarci e ci forniscono tante argomentazioni su cui parlare.


I buoni propositi devono essere applicati ogni giorno e il segreto sta nell’imparare a porsi obiettivi più raggiungibili e soprattutto ad accettarsi. Devono essere visti come un mettersi in discussione e una voglia di cambiare, allora sì che funzioneranno: dobbiamo credere in noi stessi e nelle nostre capacità perché lo vogliamo davvero e solo in quel momento ci sarà un cambiamento.


Dobbiamo avere il coraggio di lasciare tutte quelle abitudini mentali che rischiano solo di trasformarsi in pesi, in zavorre, che condizionano il nostro cammino e che a lungo andare possono diventare delle vere e proprie prigioni mentali da cui diventa complesso uscirne. Quando c’è un problema va affrontato, quando qualcosa non va nella nostra vita va cambiato prima che cresca e prenda il sopravvento e richieda uno sforzo enorme per venirne fuori.

C’è sempre e comunque una via d’uscita e nulla è mai perduto, questo ce lo dobbiamo stampare a lettere cubitali nella mente.

di Maura Manca, Psicoterapeuta