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Chat dell’orrore in cui si inneggia all’odio e alla violenza. Chi sono questi ragazzi? Maura Manca ne ha parlato a Rai News 24


Gruppi chiusi e chat in cui i ragazzi condividono frasi e contenuti che esaltano odio e razzismo, si scambiano atrocità e parlano anche di violenze nei confronti delle donne e di stupri.

Purtroppo sono tante le “chat dell’orrore”: l’ultima ad aver fatto scalpore è quella intitolata «The Shoah Party», dove un gruppo di ragazzini dai pressi di Torino avrebbe diffuso contenuti di una violenza inaudita in tutta Italia.

Uno degli aspetti più preoccupanti di questo fenomeno è il fatto che i ragazzi non si rendano conto della gravità di ciò che pensano, dicono e mettono in pratica. Tutto questo rappresenta la loro normalità, la loro amoralità, il loro vivere quotidiano in cui c’è un disconoscimento delle regole, del rispetto e della tolleranza.

Il mezzo digitale facilita la propagazione dell’odio e funge da amplificatore. Tra le caratteristiche del web ci sono banalizzazione e deresponsabilizzazione che alimentano il linguaggio di odio e, di conseguenza, i comportamenti violenti in personalità già predisposte.

Cosa scatta nella testa di questi ragazzi? Come si può arrivare a condividere in una chat contenuti così violenti? Che ruolo ha l’educazione?

Di tutto questo abbiamo parlato il 17 ottobre 2019, in diretta su Rai News 24, insieme alla dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza.