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Diffusione di immagini e video intimi in rete. Il problema emergente con gravissime conseguenze


L’impatto della tecnologia nella vita degli adolescenti sta cambiando il loro modo di comunicare, in quanto veicola sempre di più le relazioni e condiziona il loro umore.

La comunicazione digitale è quasi totalitaria, il 99% degli adolescenti, ormai, utilizza le chat di messaggistica istantanea (WhatsApp) per “parlare” con gli amici, con i genitori e i conoscenti. È il mezzo, insieme ai social network, che tecno-media ogni loro azione. Considerato un’estensione del sé, una protesi dell’identità, per loro è normale utilizzare in tutto e per tutto il cellulare e i prodotti della rete. Da un lato, ci sono numerosi ragazzi che ne sfruttano le potenzialità, che studiano, si informano, soddisfano le loro curiosità, si mettono in contatto con amici e parenti lontani, dall’altra, però, è diventato anche il covo dell’espressione di ciò che i ragazzi hanno dentro, di una inefficace educazione digitale, di uno scarso contatto umano e riconoscimento delle emozioni dell’altro, di un’empatia che sembra volata via con il vento. Adolescenti che vivono troppo le relazioni nel digitale e scarseggiano negli aspetti più umani. Figli di troppe famiglie disgregate, sempre connessi, ma molto soli, caricati di impegni e di ore di studio in una scuola ancora troppo lontana dal loro mondo, ancora troppo punitiva e poco supportiva.

Tanti ragazzi fanno quindi un uso distorto della rete, e dal momento in cui veicola tutte le azioni, emozioni, momenti della vita, viene utilizzata anche per usi impropri.

Il problema di oggi legato alla tecnologia, non è solo più cyberbullismo e bullismo, bensì è la DIFFUSIONE DEL MATERIALE INTIMO E PRIVATO IN RETE. È l’esposizione social a cui si sottopongono troppi ragazzi, normalizzando questo tipo di comportamenti: infatti, per il 42% degli adolescenti italiani è assolutamente normale condividere tutto ciò che fanno, foto e immagini personali e private sui social network e nelle chat. Questo li espone eccessivamente e li rende potenziali bersagli della rete, ignari dei pericoli e completamente inconsapevoli delle conseguenze di ciò che fanno. Sono bravissimi a districarsi nel mondo digitale tra app, social, e video, ma sono completamente analfabeti sul discorso della privacy e delle conseguenze delle loro azioni. È l’età in cui vivono che li rende particolarmente a rischio: vorrebbero un’identità stabile e sono alla continua ricerca di approvazione, fino a conformarsi alla massa; è l’età dei per sempre, è l’età in cui ci si butta mani e piedi negli amori e nelle amicizie e non si pensa che si possa essere traditi o che tutto questo possa finire e si possa ritorcere completamente contro.


I ragazzi non sono educati al senso dell’altro e nel momento in cui stanno davanti ad uno schermo di sentono leoni, perché non guardano negli occhi l’altro. E’ un male indiretto, è un male di cui non si conosce la reale portata, che nella loro testa nasce come un gioco, come un divertimento, come una ricerca di un ruolo e di un’affermazione sulle spalle di un’altra persona.


Ed ecco che il 12% degli adolescenti, ovvero oltre 1 adolescente su 10 (circa 2 per ogni classe), è stato vittima della DIFFUSIONE DI MATERIALE INTIMO E PRIVATO IN RETE E SUI SOCIAL NETWORK. Sono numeri apparentemente bassi, ma che in realtà sono allarmanti per le conseguenze che possono avere, talvolta anche tragiche, perché se tra quel materiale ci sono video intimi che li coinvolgono in atti sessuali, diventa una vergogna troppo grande, ingestibile da un punto di vista emotivo, che può portare a forti crisi depressive o a gesti estremi come il suicidio.

Questo 12% si è trovato davanti alla diffusione di informazioni false su di lui, di foto o di prese in giro. Tutto questo movimento spesso e volentieri è fatto all’insaputa e si diventa vittima inconsapevole di troppi ragazzi che si divertono a diffamare i compagni presi di mira sui social.  

La piattaforma dei social network rimane comunque il luogo preferito dai cyber-diffamatori per prevaricare in maniera digitale i compagni più deboli (circa il 7%).

SEXTING

Un altro dato allarmante è legato al sexting, ossia fare sesso attraverso l’invio nelle chat di video o foto sessualmente espliciti che in un solo anno è passato dal 6,4% al 10%. Sta diventando una pratica sempre più diffusa di conquista dell’altro, di divertimento, di provocazione, di sesso, con ragazze che si espongono a rischi elevatissimi e adolescenti che creano addirittura database nei telefonini, che invece di scaricare foto ed immagini pornografiche, si inviano quelle delle compagne e delle amiche. A volte vengono inviate come una sorta di biglietto da visita, dove il corpo in qualche modo la fa sempre da sovrano, puntando sul sesso e sull’estetica. Questo significa che questi adolescenti sono potenzialmente tutti a rischio diffusione materiale intimo in rete, inconsapevoli delle reali conseguenze delle proprie azioni. La revenge porn è il problema del futuro, oggi siamo ancora ad un 5% delle adolescenti che si sono accorte di esserne state vittime, che sono comunque minacciate, a cui vengono chiesti anche favori sessuali in cambio di non diffondere quelle immagini.


I cellulari di troppi adolescenti sono a luci rosse, sono carichi di materiale intimo, sono bombe ad orologeria pronte a scoppiare in ogni momento, perché in rete basta una scintilla che l’effetto è spaventosamente dilagante e non arrestabile.


Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza (Presidente dott.ssa Maura Manca)

Il campione è stato raccolto su circa 5000 adolescenti di età compresa tra i 13 e i 19 anni sul territorio nazionale.

Di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

Direttore AdoleScienza.it

 

 

 

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