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Genitori che non controllano, figli allo sbaraglio in rete


Con lo smartphone sempre a portata di mano e la possibilità di connettersi sempre ad Internet, i ragazzi della Generazione Hashtag come li definisce nel suo ultimo libro Maura Manca, iniziano a navigare in età sempre più precoce, utilizzando in particolare chat e social network.

In un gap intergenerazionale tecnologico troppo ampio, i giovani agiscono nel Web spesso indisturbati agli occhi dei genitori che, una volta dato in mano lo smartphone ai figli, molte volte non sanno minimamente l’uso che ne fanno.

Con la scarsa conoscenza degli strumenti digitali e la mancanza di consapevolezza dei reali pericoli che si incontrano in rete, i ragazzi si ritrovano a navigare da soli, spesso senza gli strumenti giusti, esponendosi a tutta una serie di trappole online.

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Come si comportano i genitori nei confronti dei figli iperconnessi?

1. MI FIDO O NON CONOSCO?

Un dato da non sottovalutare è che il 90% dei genitori dei ragazzi, nella fascia 14-19 anni, NON controlla il cellulare dei figli e i movimenti che fanno nella rete. La percentuale si abbassa, anche se resta alta, al 60% per i genitori dei ragazzi tra gli 11-13 anni, dove il bisogno di monitorare sembra più elevato. I genitori dei preadolescenti, infatti, cercano maggiormente di star dietro alle loro attività online, mentre quando i figli crescono, si tende a mollare la presa, pensando che i ragazzi siano più grandi e in grado di cavarsela, trascurando la presenza dei numerosi pericoli del Web. Infatti, il 25% dei genitori, con i figli di 11-13 anni, pretende la password per vedere ciò che i ragazzi pubblicano sui social e per controllare le persone che vengono aggiunte alla lista dei cosiddetti “amici”, contro l’8% di chi ha, invece, i figli di età compresa tra i 14 e i 19 anni.

2. GENITORI FOLLOWER: NO GRAZIE!

Ci sono poi i casi in cui i genitori vogliono diventare veri e propri follower dei figli. Parliamo del 25%, nella fascia 14-19 anni, e del 28%, nella fascia 11-13 anni, di genitori che si creano un loro profilo sui social e chiedono l’amicizia ai figli pensando in questo modo di riuscire a monitorare da vicino quello che fanno in rete e a tenere sotto controllo tutte le loro attività online. Non è detto poi che i figli accettino di dargli l’amicizia e comunque, sapendo di poter essere controllati dai genitori, i ragazzi stanno molto attenti a cosa mostrare pubblicamente sul proprio profilo e a cosa tenere nascosto.

3. IL NASCONDINO ONLINE È SEMPRE PIÙ DIFFUSO E I GENITORI PERDONO SEMPRE

Se da una parte i genitori fanno fatica a star dietro a tutte le attività dei figli in rete, dall’altra i ragazzi cercano di nascondersi e non farsi trovare dai familiari. Uno dei dati più allarmanti, infatti, è che il 14% degli adolescenti ha un profilo finto, che nessuno conosce o che conoscono solo in pochi amici, che i ragazzi utilizzano per addentrarsi nei meandri più nascosti del Web, dove non si è minimamente controllabili. Questo permette loro di sentirsi più liberi di accedere anche a contenuti inappropriati e a volte pericolosi, senza rendersi conto dei rischi che corrono.

Il 24% dei genitori non è a conoscenza di tutti i profili del figlio, inoltre, il 15% non era informato oppure non era d’accordo, quando il ragazzo ha aperto per la prima volta un profilo social. Quest’ultimo aspetto sembra riguardare maggiormente i genitori quando i figli sono più piccoli (11-13 anni), infatti, il 25% di loro non approva l’iscrizione a questo tipo di piattaforme perché considerate non idonee alla loro età.


ATTENZIONE PERCHÉ SE I RAGAZZI NON VOGLIONO FARSI TROVARE ONLINE DAI GENITORI, RIESCONO A FARLO!

UTILIZZANO PROFILI FINTI, VALUTANO BENE COSA RENDERE PUBBLICO E COSA TENERE SEGRETO E INSERISCONO PASSWORD DAPPERTUTTO.

I genitori devono informarsi per puntare sull’educazione dei figli sin da quando sono piccoli, così che possano loro stessi darsi i giusti limiti, sviluppare un senso critico e riflettere prima di agire in rete, proteggendosi dai pericoli del Web.


Il campione è composto da oltre 8.000 adolescenti di circa 18 regioni italiane, di età compresa tra gli 11 e i 19 anni. I dati sono stati raccolti dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza, Presidente dott.ssa Maura Manca.

Osservatorio Nazionale Adolescenza

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