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I politici sono all’ultimo posto tra i modelli e le figure di riferimento degli adolescenti


In un mondo in crisi, sotto tanti punti di vista, forse troppo bombardati dalla crisi, dalla mancanza di lavoro, dalle fughe all’esterno, gli adolescenti si ritrovano ad affrontare una fase molto delicata della loro crescita, in un ambiente caratterizzato da instabilità. Sono comunque alla costante ricerca di fonti di ispirazione e guide, a cui far riferimento e identificarsi, di modelli e di fonti di ispirazione.

Questo lo dimostrano anche i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, per cui la metà dei circa 7.000 adolescenti intervistati (5 adolescenti su 10), dichiarano di avere un modello specifico cui ispirarsi, che stimano e che seguono attraverso il web e i social network, per tenersi sempre aggiornati sulle sue attività. I ragazzi hanno un forte bisogno di trovare dei punti di riferimento che possano trasmettergli positività e spensieratezza: non a caso tra gli idoli più seguiti dagli adolescenti, troviamo quasi esclusivamente sportivi, cantanti, personaggi del web. Lascia riflettere che all’ultimo posto della lista, tra i modelli da imitare e da prendere come esempio, ci siano i politici, scelti da meno dell’1% dei ragazzi.

Per quale motivo?

Rispetto al passato i giovani si avvicinano sempre meno alla politica, cala nettamente l’esigenza di prendere parte ad iniziative e movimenti politici, lasciando spazio ad  un senso di diffidenza e sfiducia nei confronti delle istituzioni e di ciò che queste possono offrire loro, tante volte scuola compresa.

È cresciuto il senso di sfiducia nei loro confronti. Tanti adolescenti pensano siano tutti “ladri”, che tanto siano tutti uguali e che non cambierà niente. Sentono solo urla, litigate e accuse. La politica è diventato un show di cattivo gusto, una vetrina da social, da chi si conquista più follower e loro, scappano e si rifiutano di seguire questi modelli.

I ragazzi sono più distaccati, preferiscono immergersi in altre acque, quelle che li allontano dai problemi del Paese, che non permettono di pensare che qualcosa non va perché è tutto bello, perfetto e funziona bene. Per questo i belli, ricchi e potenti sono i più seguiti da un punto di vista social e diventano dei fenomeni mediatici.

È sempre più difficile trovare giovani che discutano di argomenti politici, che siano a conoscenza delle decisioni del governo, dei movimenti politici, a volte è difficile seguire anche per un adulto. Sembra un atteggiamento di menefreghismo, ma non lo è, tante volte è una difesa, scappano dalla paura del loro futuro. Basta ascoltare le canzoni dei tantissimi rapper non famosi, le parole di ciò che scrivono, che si legge rabbia, paura, dissenso e vissuti di profonda ingiustizia.

Anche nelle elezioni per essere rappresentante di Istituto o per far parte della consulta provinciale o regionale, a volte, in mezzo anche a tanti ragazzi che credono nel cambiamento del nostro paese e nell’importanza di far sentire la propria voce, ci sono tanti ragazzi che non hanno le idee molto chiare, che lo prendono come momento di gloria o di appagamento narcisistico personale. I momenti di assemblee o di incontro sono importanti prima perché si salta scuola e poi per le finalità di essere uniti e lottare per i propri diritti.

Adolescenti sempre più spaventati dal futuro

Che posto hanno però questi ragazzi anche per i politici?
Quanto realmente si investe sui giovani come risorsa, visto che sono loro il futuro del nostro Paese?

Perché dai dati raccolti e dai racconti di molti adolescenti, non si sentono al centro delle attenzioni delle istituzioni, hanno paura che si investa poco su di loro. I dati evidenziano come vengano a mancare quei punti di riferimento e quei modelli che possano orientare la crescita dei ragazzi, dargli lo stimolo ad andare avanti e sviluppare le loro risorse e potenzialità. 3 adolescenti su 10 sono spaventati dalla crescita proprio perché vedono che ci sono troppe incertezze, non sanno come andranno le cose, vedono il futuro come troppo instabile e non sono in grado di immaginarlo.

Si sentono disorientati, sfiduciati da ciò che può riservargli la scuola, l’università, provano profonda ansia e paura di sbagliare le scelte, temono di non trovare lavoro, di doversi trasferire necessariamente all’estero e di lasciare il proprio paese che sembra offrire poco ai giovani.

Si crede sempre meno negli ideali, nei valori, nella politica e sicuramente il bombardamento mediatico sull’incertezza, sull’assenza di lavoro, sulle scarse opportunità professionali, non aiuta minimamente i giovani a proiettarsi serenamente in un futuro di possibilità e realizzazioni personali.

 

Osservatorio Nazionale Adolescenza

Presidente dott.ssa Maura Manca

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