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La legalizzazione della cannabis e gli effetti sui minori. 4 adolescenti su 10 si fanno le canne e fumano già a 11 anni


Cannabis o non cannabis questo è il dilemma! Sono molti a favore della legalizzazione delle cosiddette “droghe leggere”. In tutto questo ping pong sugli effetti a livello psichico e comportamentale, i minori devono essere maggiormente contemplati, non dimenticandosi che sono tra i maggiori fruitori di droghe e alcol. Se in un adulto la cannabis ha un determinato effetto, su un bambino e su un adolescente, un altro. Io farei attenzione perché il nostro Paese funziona in maniera completamente diversa rispetto agli altri in cui la cannabis è legale e con cui ci si confronta.

I minori non potrebbero comprare nessun tipo di droga, eppure lo fanno, non dovrebbero essere venduti alcolici ai minori e il 65% di loro beve sistematicamente, non dovrebbero giocare ai giochi d’azzardo e il 13% degli adolescenti italiani gioca d’azzardo online, il 15% scommette online e il 29% gioca nei centri scommesse. Per non parlare della guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di stupefacenti e dei mix che fanno di frequente tra le differenti tipologie di droghe, alcol e bevande energizzanti. Se il problema potrebbe non essere legato ad una canna ogni tanto, è legato al fatto che l’adolescente di per sé tende ad esagerare, ad abusare, ad andare oltre, a ricercare lo sballo, a non avere limiti e confini, a mischiare con altre sostanze, a mettere in atto comportamenti a rischio, con una facilità maggiore rispetto all’adulto e diventare quindi dipendente.

Bisognerebbe stare molto attenti perché potrebbero sentirsi deresponsabilizzati e meno impauriti, anche coloro che hanno un freno inibitorio. Non vorrei diventasse per molti di loro una modalità con cui affrontano la vita per calmarsi e per gestire le loro emozioni. Un numero rilevante di adolescenti non riesce a dormire e per farlo deve fumare la “canna della buona notte”. Se prima per loro era un rompere le regole, un’evasione, oggi nella loro testa rischia di diventare una normalità, per cui, come li tuteliamo? Chi monitora che tutto questo non possa avere conseguenze negative sulla dipendenza in adolescenza?

I dati

Secondo il report 2015/16 dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, il 37% degli adolescenti fuma le canne, ossia quasi 4 adolescenti su 10. Il dato allarmante è che il 17% lo fa in maniera continuativa e sistematica, non solo circoscritto alle uscite del sabato sera, ma anche a casa.

Secondo i dati preliminari del 2016/17 sempre dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza su circa 1000 adolescenti di età compresa tra gli 11 e i 13 anni e 1000 adolescenti di età compresa tra i 14 e i 19 anni, i dati sono in crescita rispetto allo scorso anno. Gli adolescenti che fumano le canne ora sono il 39%, di cui il 13% ne fa un uso abituale, anche dentro le mura domestiche. Quando si tratta della fascia delle scuole secondarie di II grado, sono i maschi a fumare in maniera più sistematica rispetto alle femmine (26% maschi e 13% femmine).
I dati si invertono nella fascia tra gli 11 e i 13 anni. Sono le femmine più trasgressive e che ricorrono all’utilizzo di alcol e droghe più dei coetanei. Il 5% di loro fuma le canne (1 per classe).

Il proibizionismo non serve a niente, con alcuni però

Non si sta quindi a sindacare su legalizzazione sì e legalizzazione no, ormai mi sembra un’evidenza che un eccessivo proibizionismo non porti da nessuna parte. Però attenzione che tutto questo non abbia delle ripercussioni sui ragazzi e che determinate convinzioni possano in qualche modo far incrementare dei numeri già piuttosto allarmanti.

È vero che uno studio svolto in Colorado, dove è legalizzata la cannabis, dimostra che c’è un calo delle consumo tra i più giovani, ma non è stato indagato se gli adolescenti, nel momento in cui è diventata legale e non più trasgressiva, non abbiano virato verso altri “sballi”. Non dimentichiamoci che l’incremento del consumo di altri tipi di droghe in adolescenza è notevole e non va sottovalutato. Prima di cantare vittoria, bisognerebbe fare degli studi scientifici seri e affidabili che tengano conto di numerose variabili.

La mia preoccupazione è che i ragazzi gestiscano le loro emozioni attraverso la cannabis che può assumere la valenza di un calmante, di una compagna di vita, di un regolatore degli stati tensivi interni, degli impulsi, andando a perdere le capacità autonome ed indipendenti di gestione degli stati interni, delegando ad una sostanza la sua regolazione. Vedo quotidianamente adolescenti che fumano perché sono arrabbiati, perché sono tristi, perché sono annoiati, perché si sentono meglio, perché riescono a pensare meglio, a studiare solo sotto l’effetto delle sostanze e perché dormono solo dopo aver fatto una canna.

È un problema quindi che deve essere letto ed analizzato a 360° perché c’è in gioco la salute dei ragazzi.

di Maura Manca, Psicoterapeuta
Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza
Direttore AdoleScienza.it
Pubblicato sul blog AdoleScienza de L’Espresso online il 26-09-2016

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