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Le piccole star del web riscuotono sempre più successo. L’intervista a Maura Manca sul Quotidiano Nazionale


Sono sempre più numerosi i bambini affascinati dal mondo di YouTube e Instagram, tanto da diventare dei veri e propri influencer seguiti da tantissimi coetanei, che condividono in rete ogni momento della loro giornata, anche con il sostegno dei propri genitori.

Ne sono un esempio le ormai famosissime Marghe e Giulia, due sorelle di 12 e 9 anni, che girano i loro video con l’aiuto del papà e contano circa 320 mila follower.

Spesso si tratta di bambini anche molto piccoli, che vivono costantemente esposti alla fotocamera di uno smartphone, mentre la loro casa si è trasformata in un vero e proprio set cinematografico fai da te. Diventano degli idoli e dei modelli da seguire per i loro coetanei, tanto che 4 ragazzi su 10 vorrebbero diventare youtuber di successo (Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza).


Il guadagno facile è un mito da smontare. Questa strada ha un impatto emotivo non indifferente: è un vero e proprio lavoro e i bambini hanno diritto all’infanzia.

La dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e Presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, ne ha parlato sul Quotidiano Nazionale del 19 luglio 2019, in un’intervista di Lucia Caretti.

Secondo i vostri dati, il 32% degli studenti delle scuole medie prova ad imitare i propri youtber preferiti. Perché?

“Troppi bambini vivono in funzione dei baby influencer. Non hanno altri modelli. L’identificazione è inevitabile”.

Che pericoli ci sono per le star che condividono tutte le loro giornate online?

“Si rischia di perdere l’intimità e vivere sempre in vetrina. Sempre con la mediazione di uno smartphone”.

Esempio?

“Se scarto i regali di Natale in diretta, non sto guardando negli occhi i miei genitori, ma milioni di follower. Infatti alzo la voce. Un influencer cresce con un’identità condivisa. Deve fare attenzione a quello che sacrifica e cercare di vivere in funzione della propria persona, non del proprio personaggio”. 

Che differenza c’è con i baby attori?

“La continuità che impone il web rispetto al cinema. Oltre a YouTube devi curare gli altri social media e non hai mai respiro. Ho in terapia alcuni giovani influencer, sono loro a dirmelo”.

Consigli per i genitori?

“Fare da filtro, come il papà di Marghe e Giulia, è meglio che negare tutto e rischiare che i figli usino il telefono degli amici. Bisogna mettere dei paletti, rivolgersi a dei professionisti e ricordarsi che tutto quello che pubblichiamo online resta e diventa la nostra carta d’identità”. 

 

 

QN 19 luglio