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Blue Whale, gli effetti del servizio fake delle Iene: emulazione, boom di ricerche “suicidi” e finti “curatori”


In Italia il fenomeno della Blue Whale è letteralmente esploso a partire dal servizio mandato in onda da Le Iene che spacciava per veri video falsi.

Tutto questo ha portato inevitabilmente all’effetto emulazione, il fenomeno si è auto prodotto in questi mesi rimbalzando tra un adolescente e l’altro in cerca di attenzioni, di ruoli, di partecipare a quella che è stata fatta passare, nella maniera più sbagliata possibile, una challenge o una sfida. Per tale ragione non si deve assolutamente abbassare la guarda perché spesso e volentieri i ragazzi si incastrano nel web, si imbattono in ciò che non dovrebbero trovare sulla loro strada e rischiano di essere adescati e manipolati.

Quando si parla di argomenti così delicati bisogna avere una delicatezza estrema, pesando ogni parola, e non bombardarli di immagini e video virali che vanno unicamente ad attrarre e a sollecitare la loro curiosità, esponendoli completamente ai rischi. 

Cosa rimane del Blue Whale oggi? Quali sono stati gli effetti di questo “fake” sulla psiche dei ragazzi? Quali sono stati i meccanismi che hanno portato il Blue Whale a questa diffusione mediatica? Ne hanno parlato nella video inchiesta di Fanpage.it Carlo Freccero, membro della Vigilanza Rai, Marco Valerio Cervellini della Polizia Postale e Maura Manca psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza.

Per vedere la video inchiesta completa cliccare sul link:

https://youmedia.fanpage.it/video/aa/WVrURuSwEoQpEdm6