Lonely child with a suitcase and a teddy bear on road

Genitori e figli difficili. Come prevenire la devianza dei giovani? Maura Manca ne ha parlato a Radio 24


Fare il genitore è un mestiere veramente difficile, molte volte si rincorrono questi ragazzi sempre più spogliati della voglia di vivere, che non hanno più riferimenti e che arrivano a trasgredire, a valicare ogni confine, senza assumersi alcuna responsabilità delle proprie azioni devianti.

Cosa può fare un genitore di fronte a questo? Sicuramente, è necessario cercare di non perdere il controllo del figlio e prendere in mano le redini prima che sia troppo tardi.

Un genitore fa di tutto per cercare di aiutare il proprio figlio. Se ci si trova di fronte ad un figlio che ha fatto qualcosa di sbagliato, bisogna in qualche modo cercare di fargli capire che bisogna riparare il danno commesso e assumersi le responsabilità delle sue azioni.

Se però ci si accorge che ormai è tardi, che il figlio ha deviato del tutto e non si riesce più a dargli un limite, bisogna intervenire, a volte prendendo decisioni anche drastiche. Sicuramente non è facile fare una scelta perché significa anche fare i conti con il fatto che qualcosa nell’educazione è andato storto e che non si è riusciti nell’intento iniziale.

Quando i figli crescono e si strutturano intorno alla devianza, è più difficile intervenire: il genitore si rende conto di non avere più gli strumenti per cercare di dare al figlio quel senso del limite e un senso morale, fondamentali per la crescita e l’educazione.

La dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, è intervenuta a 24 Mattino – Morgana e Merlino, su Radio 24, con Oscar Giannino e Marta Latella, nella puntata del 23 luglio 2019, per parlare del rapporto difficile che ci può essere tra genitori e figli. Tanti genitori decidono di chiudere le porte in faccia ai figli, esasperati dai loro comportamenti sregolati, altri, invece combattono per il loro bene. Anche se troppi di loro però, sono lasciati soli nelle loro battaglie quotidiane.

Si è partiti dal caso dell’arresto di due noti trapper romani, condannati per aver picchiato un loro fan, in seguito al quale i genitori di uno dei due hanno dichiarato di non volerlo più con loro. Il trapper, condannato a due anni e tre mesi, sembrerebbe essere costretto a restare in carcere, visto che i genitori non vogliono riaprirgli la porta di casa, nonostante la concessione degli arresti domiciliari.

Ascolta l’intervento a partire dal minuto 10.04:

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