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Il branco rosa fa paura: Maura Manca spiega come funziona


Oggi sul Quotidiano Nazionale la dott.ssa Maura Manca ha parlato del gravissimo episodio di violenza femminile avvenuto a Bergamo, dove un branco di ragazze hanno attaccato un altro gruppo di coetanee con catene e con estrema violenza facendole finire all’ospedale. Inoltre è stato approfondito l’argomento allargando il concetto al bullismo rosa e alle forme di devianza femminile.

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«LA CATTIVERIA tra le giovani donne si scatena molto più spesso di quanto non si creda». Maura Manca, psicologa dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, lo considera un comportamento legato all’idea di aver subito un torto.

Dottoressa, quali fattori alimentano le liti tra ragazze?

«Generalmente abbiamo le maldicenze, lo spirito di vendetta e l’interesse per lo stesso ragazzo».

L’età e il contesto che fanno da cornice? 

«La pubertà, dai 14 anni e fino alla fine delle superiori. Le dinamiche conflittuali iniziano a scuola e proseguono negli spazi comuni che frequentano le compagnie nel tempo libero».

La cronaca ci ha abituati al bullismo tra maschi.

«Ma c’è una violenza tutta al femminile, neanche tanto nascosta. Le donne bulle agiscono in piccoli gruppi, una leader prende di mira una compagna di scuola e la attacca, il più delle volte per l’aspetto fisico».

Perché è bella o perché grassa?

«Tutte e due le tipologie. Oppure perché ha un modo di comportarsi chiuso, introverso. In genere vengono definite le sfigate».

Nel senso che?

«Nel senso che non rispecchiano i canoni del vestiario o del modo di divertirsi, o i valori nei quali il gruppetto si identifica».

E cosa si dicono o si fanno?

«Insulti, risate in faccia e alle spalle, esclusione dai gruppi e dai social tipo WhatsApp. C’è poi il problema legato alle ragazze molto belle, o che hanno un importante consenso sociale o social, e che vengono prese di mira».

E quando la situazione degenera, le provocazioni di moltiplicano, come si arriva al contatto fisico?

«Questo in genere avviene quando un elemento del gruppo viene importunato. Vale il criterio del territorio, una invasione di campo legata a un maschio, invidie per una persona che piace».

Quali sono i segni caratteristici dell’aggressività tra donne?

«Quando si continua a denigrare l’altra persona, a mettere in giro voci anche gravi per screditare la vittima. Molto spesso si utilizzano i canali della rete».

E perché si arriva alle mani?

«Perché scatta l’orgoglio di gruppo, le liti sono sempre più accese e alla fine le ragazze si picchiano».

Pugni, calci? 

«Si prendono a schiaffi o si tirano i capelli».

Un’escalation preoccupante.

«Io direi di non sottovalutare le forme di violenza femminile. Siamo abituati a parlare di branco al maschile, ma ci sono rivalità anche al femminile. Ad esempio si pensa che siano i maschi a far circolare le foto intime di una ex per screditarla, invece a volte sono vendette trasversali in rosa, tra rivali, per distruggere la reputazione. E avvengono con una dose di cattiveria sorprendente».