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Scatti in rete a caccia di consensi. I giovani snobbano i rischi


Ennesimo caso di cronaca in cui una liceale di 15 anni tenta il suicidio e viene salvata dalla madre perché ricattata online per le foto osé inviate sui social. Un fenomeno preoccupante, in netta espansione. I numeri sono allarmanti e i ragazzi condividono tutto senza rendersi conto dei pericoli a cui vanno incontro.
Sul Quotidiano Nazionale una mia analisi del fenomeno: “la molla è la costante ricerca dell’approvazione unita ad una totale sottovalutazione del limite tra privato e pubblico. I ragazzi sui social postano di tutto. Per loro è normale condividere ciò che riguarda la vita quotidiana: mentre studiano, mentre sono in bagno, anche foto intime. Ho seguito tanti casi del genere: in alcuni cellulari di ragazzini ho trovato dei veri e propri data base di immagini intime femminili. C’è uno scambio impressionante di materiale tra loro”.

C’è una totale sottovalutazione dei pericoli, per il raggiungimento dell’obiettivo dell’approvazione, della ricerca dei like e dei follower.

Gli adulti in genere sbagliano nel dare un cattivo esempio invece di essere una risorsa e una fonte di controllo e educativa.

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