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Sesso tra i banchi. Perché gli adolescenti arrivano a sfruttare il proprio corpo?


È allarme baby prostituzione: quasi due ragazzi tra gli 11 e i 19 anni hanno avuto rapporti sessuali dietro il pagamento di un compenso: un aiuto scolastico, una ricarica del telefono o altri tipi di favore. Il dato arriva da un’indagine condotta dal portale Skuola.net intervistando 14 mila studenti delle scuole medie e superiori.

Numeri che il portale è riuscito a fotografare grazie alle confidenze degli studenti. Un quadro che richiama subito alla memoria le cosiddette “baby squillo”, ragazzine adolescenti che mettono a disposizione il proprio corpo in cambio di favori, di soldi, di regali.

Proprio nel giorno in cui su Netflix, prodotta da Fabula Picture, va in onda “Baby” la serie tv ispirata alle giovanissime squillo dei Parioli di Roma, si torna a galla la questione della prostituzione tra i ragazzi.

Maura Manca, psicologa e presidente dell’Osservatorio nazionale dell’adolescenza, autrice di “Ragazzi violenti. Un viaggio nelle menti di vittime e aggressori” ne sa qualcosa: “La prostituzione che conosco è inerente all’uso del corpo per ottenere favori economici, ricariche telefoniche o per poter entrare in una discoteca. Vendono il proprio corpo con estrema facilità come se fosse merce di scambio con un valore irrisorio. Quasi sempre non ci vedono nulla di strano in quello che fanno”.

L’intero articolo, di Alex Corlazzoli, è stato pubblicato su Il Fatto Quotidiano l’1 dicembre 2018:

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