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Sfide folli come una droga: così i social attirano le prede. L’intervista a Maura Manca sul Quotidiano Nazionale


Sul Quotidiano Nazionale del 13 settembre 2018, un’intervista di Alessandro Belardetti alla dott.ssa Maura Manca sull’ennesimo ragazzo morto a soli 14 anni, Igor, per colpa di un gioco mortale.

Il giovane, sportivo e appassionato di arrampicata in montagna, si è soffocato con una corda da roccia nella sua cameretta, alle porte di Milano. Si pensa che possa aver partecipato al blackout, un gioco molto pericoloso che ha l’obiettivo di provocare volontariamente uno svenimento. Attualmente la procura sta indagando.

Sfide, ricerca del limite, svalutazione delle conseguenze, un cervello che cambia e non li aiuta ad essere obiettivi e a mettersi un freno.

La madre e il padre hanno scritto una lettera toccante rivolta a tutti gli altri genitori, incitandoli a guardare ancora di più i loro figli negli occhi e a non sottovalutare niente, anche quando non hanno problemi e sembrano adolescenti “normali”.


I ragazzi partecipano sempre più spesso a questi giochi estremi senza tener conto delle conseguenze, potenzialmente anche letali, spesso lanciate e diffuse sul web. Lo fanno soprattutto per trasgressione, per far salire l’adrenalina, per rinforzare il ruolo all’interno del gruppo dimostrando a se stessi e agli altri il loro coraggio. 


Igor aveva una passione sportiva forte, una famiglia numerosa e un fisico stupendo. Apparentemente non gli mancava nulla.

“Anche gli adolescenti “normali” rischiano la vita: se mancano profili di rischio, anche evidenti e manifesti come l’uso di droga o altri disagi, in famiglia spesso si abbassa la guardia. A quell’età i genitori se cercano di vietare le cose pericolose, vengono messi in discussione. Dunque, i figli vanno preparati all’adolescenza quando sono bimbi: bisogna abituarli a valutare i rischi.”

I giochi mortali possono essere considerati nuove droghe? I giovani cercano lo sballo anche così.

“Si attiva lo stesso circuito della droga e si secerne la dopamina, un neurotrasmettitore del piacere. Oggi ci sono video tutorial in Rete che spiegano come fare questi giochi mortali: tutto questo è assurdo perché i ragazzi vengono influenzati negativamente.”

Quali le colpe delle nuove tecnologie in questa epidemia di morti?

“Sono un rinforzo negativo: questi contenuti non devono essere in Rete. Il rapporto non è “io lo devo dimostrare ai miei amici”, ma “al web e quindi vado oltre”. Fa nascere nuove mode e giochi: ciclicamente vengono create varie challenge, dall’ingerimento di sostanze velenose ai selfie estremi.”

Qn intervista