maura manca QN

Una serie tv per parlare ai ragazzi di abusi e molestie. L’intervista a Maura Manca


Le vittime di violenza sono, purtroppo, sempre più in aumento. Si tratta di un tema molto delicato e attuale, di cui si fa ancora molta fatica a parlare, lasciando spesso sole proprie le vittime che troppe volte non riescono neanche a raccontare quanto hanno subìto, per paura, per vergogna o perché si sentono in colpa per quello che è successo.


Su Rai Gulp da lunedì 11 marzo arriva una nuova fiction, in dieci episodi, dedicata alla delicata tematica degli abusi e delle molestie sui minori. La serie, dal titolo Jams, non è solo il racconto di una storia, ma mira ad insegnare ai ragazzi come decifrare i comportamenti ambigui degli adulti, non farsi manipolare, riconoscere i rischi e, soprattutto, parlare superando la paura e la vergogna.

Ne abbiamo parlato sul Quotidiano Nazionale del 6 marzo 2019, un’intervista di Alessandro Belardetti alla dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza.

WhatsApp Image 2019-03-06 at 10.48.59

Una serie TV anti molestie può essere il mezzo che arriva meglio agli adolescenti?
Assolutamente sì. Si tratta del canale che i ragazzi conoscono meglio: vivono di serie TV in streaming, si identificano coi protagonisti, seguono il loro esempio. Le molestie ai minori esistono, sono condizioni che tanti vivono, si portano dietro, quindi bisogna parlarne. Se facciamo capire ai ragazzi che gli abusi possono capitare li educhiamo e apriamo loro la porta per esprimere il dolore.
Le violenze sono ancora viste come qualcosa di lontano?
Tanti ragazzi cascano nella rete per ingenuità, non si aspettano che possa accadere proprio a loro, credono sia un rischio da film. Ho decine di giovani in terapia che sono convinti si tratti di una realtà distante da loro mondo.
Gli amici- raccontando ad un adulto cosa succede- sono l’unica via di salvezza per le vittime?
Quando sono adolescenti, gli amici rivestono un ruolo fondamentale, è una fase in cui i ragazzi si identificano nel gruppo e diventano simbiotici. Quando si subiscono molestie le vittime provano vergogna, si danno la colpa, hanno paura del giudizio e del confronto. Comunicano agli amici il disagio attraverso un cambiamento nelle abitudini. I compagni diventano la voce e la forza della vittima: loro non giudicano, condividono la sofferenza e vedono tutto con gli occhi della normalità.
Come si insegna ai ragazzi a decifrare i comportamenti pericolosi degli adulti?
Si mettono in guardia facendogli comprendere il problema, spiegando cosa significa subire una molestia. Si può cominciare ad affrontare il tema con i figli quando sono bambini: “ci sono persone che hanno cattive intenzioni”, “non fidarti”, “ci sono spazi privati che non vanno superati”, “parlane sempre con mamma e papà”.
Quali sono i segnali per capire se un ragazzo è stato abusato?
In genere parla attraverso il canale non verbale: cambia le abitudini. A volta evita il contatto visivo e fisico, perché ha paura di essere “scoperto”. Si lava più spesso, come per pulirsi dall’abuso. Ha problemi di sonno perché non è tranquillo. Parla meno e fatica a concentrarsi, fino ad intaccare il rendimento scolastico. Si veste con abiti più lunghi, preferisce qualcosa che lo contenga maggiormente perché ha bisogno di essere abbracciato. Cerca su internet se è solo al mondo o se altri sono stati abusati. Cambia la musica che ascolta, vira su ritmi malinconici e profondi. Si ritira dai social.
I genitori possono riconoscere gli adulti pericolosi, evitando di lasciargli i propri figli in pasto?
Devono leggere gli sguardi, le abitudini e le attenzioni sospette senza, però, essere paranoici. I pedofili seriali sono talmente patologici che è difficile riconoscerli, sono glaciali. Sono abituati agli abusi, studiano la vittima e cercano solo adolescenti introversi che terranno dentro l’orrore.

WhatsApp Image 2019-03-06 at 10.52.17