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Video e foto intimi sempre più condivisi in rete anche dai bambini


Social e chat rappresentano per gli adolescenti veri e propri luoghi di incontro, spazi di condivisione e comunicazione fatta per lo più da immagini, frasi brevi e dirette, hashtag, in cui si mette in gioco la propria immagine e la propria identità digitale. Si è stravolta anche l’idea di condivisione, si è annullato completamente il concetto di intimità e spazio privato, e si arriva a condividere tutto in ogni momento, postando sui social o inviando agli amici e ai vari gruppi foto e video di quello che si fa.

Per circa 5 adolescenti su 10 è normale condividere tutto quello che fanno, comprese foto personali e private, sui social network e nelle chat (dati Osservatorio Nazionale Adolescenza).


Tra le cose che hanno reso preoccupante l’utilizzo smodato della tecnologia, vi sono video e foto intimi pubblicati in rete. Come si può descrivere questo fenomeno?

La rete è sempre più piena di contenuti intimi, non solo di adolescenti, condivisi per ottenere fama, popolarità e riconoscimento da parte degli altri. L’aspetto più preoccupante di questo fenomeno riguarda proprio l’età dei ragazzi coinvolti, che si sta abbassando drasticamente. E’ ormai automatico condividere tutta la propria vita online, anche gli aspetti più privati e personali, soprattutto nel caso delle storie a dissolvenza, che si cancellano automaticamente dopo un certo tempo, per cui i ragazzi sono convinti che ciò che pubblicano scomparirà, mentre questo materiale in realtà resterà per sempre in rete.

Che cosa produce tutta questa esibizione e questo bisogno morboso di guardare gli altri?

Comporta un distacco completo da un punto di vista emotivo e una sottovalutazione di quello che è il rischio anche a lungo termine. Tutto ciò va a gravare sull’autostima, sulle relazione che si andranno poi ad instaurare al di fuori della rete, Purtroppo, però, i ragazzi se ne rendono conto solo con il passare degli anni, perché nel momento in cui sono incastrati in questa dinamica non possono coglierne tutti gli aspetti e ricercano un feedback continuo da parte degli altri.

Cosa possono fare concretamente i genitori?

I genitori devono capire anzitutto che il fenomeno riguarda tantissimi ragazzi, per cui è fondamentale per prima cosa abbattere i tabù e parlare con i figli di tutto, cercando di comprendere le modalità con cui questi ragazzi oggi condividono in rete. Questa è la principale forma di prevenzione: solo spiegando concretamente ai ragazzi quali sono i rischi, possono comprenderlo e limitare le condotte inadeguate. Bisogna, inoltre, abituarli sin da piccoli ad un corretto uso della tecnologia.

Ne ha parlato il 5 febbraio 2019, in diretta su Radio Rai 1, nel programma Giorno per giorno con Annalisa Manduca, la dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza.

Cliccare sul link per ascoltare l’intervista:

https://www.raiplayradio.it/audio/2019/02/-Safer-Internet-Day-con-Maura-Manca-a-Radio-giorno-per-giorno-7ca14ae1-d954-4470-9b56-4c9bf5a871c6.html?fbclid=IwAR3ZoYU3_R6n3RtYIgkLat2qVkAyZhvoqnpoKbeqM4_0o_-CyU-CStvwjTw