segreto

Lo sapevi che… i segreti possono far ammalare?


Mantenere un segreto può rivelarsi costoso in termini cognitivi, fisici ed emotivi. I segreti, soprattutto se motivati dalla paura o dal desiderio di proteggere noi stessi o una persona a noi cara, possono preoccuparci, compromettere la nostra salute e indebolire le nostre relazioni. Mantenere un segreto sembra essere un fattore favorente una condizione di stress anche a livello neurologico: mentre una parte del nostro cervello (la corteccia cingolata) è, infatti, attiva nella comunicazione della verità, un’altra area (la corteccia prefrontale) è impegnata nella scelta di mantenere il segreto. Il risultato di tale discordanza comporta una forte attivazione psicosomatica con rilascio di ormoni dello stress che incidono, ad esempio, su pressione sanguigna, funzionamento gastrointestinale, metabolismo e sistema immunitario.

Il “peso” che un segreto può assumere sembra essere determinato dal livello di preoccupazione ad esso associato: quanto più una persona è preoccupata, tanto più aumentano i disagi fisici e il carico emotivo. Studi recenti (Slepian et al., 2015) confermano tale ipotesi dimostrando come il dover mantenere un segreto determini una serie di preoccupazioni e sforzi cognitivi che possono ripercuotersi sulla salute fisica e psicologica e sul livello di benessere percepito favorendo, ad esempio, l’insorgere di ansia, insonnia o disturbi gastrointestinali. Ricerche precedenti avevano evidenziato l’esistenza di un’associazione tra necessità di custodire un segreto emotivamente carico e insorgenza di malattie fisiche, rilevando come gli adolescenti che sperimentano maggiore condivisione e sostegno da parte di genitori o amici soffrano in misura minore di disturbi fisici o depressione (Frijns et al., 2013). Dover sostenere da soli il carico di un segreto sembra essere associato a disturbi fisici, umore depresso, solitudine e relazioni poco soddisfacenti, mentre la possibilità di condivisione si mostra associata a una maggiore competenza interpersonale e a relazioni intime positive.

di Francesca Sangineto, Psicologa

Riferimenti Bibliografici

Frijns T., Finkenauer C., Keijsers L. (2013). Shared secrets versus secrets kept private are linked to better adolescent adjustment. Journal of Adolescence, 36(1): 55-64.

 Slepian M. L., Camp N. P., Masicampo E. J. (2015). Exploring the secrecy burden: secrets, preoccupation, and perceptual judgments. Journal of Experimental Psychology, 144(2): e31-42.

 

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