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Quali sfide deve affrontare un genitore nell’era digitale?


Sostenere bambini e ragazzi nel loro percorso di crescita non è mai stato semplice, ma in un’epoca digitale in cui tutto è mediato dalla tecnologia e dai social, le sfide per i genitori sembrano essere ancora maggiori.

La tecnologia influenza stili di vita e abitudini quotidiane, e se per i ragazzi è facile e immediato essere a conoscenza e seguire l’ultima moda o l’app del momento, per i genitori è difficile essere sempre al passo con i tempi, tenersi informati, supervisionare azioni e comportamenti online dei figli.

Per i genitori è oggettivamente impossibile avere sempre tutte le risposte, ma si possono avere la consapevolezza e l’esperienza per trasmettere ai figli un equilibrio nell’uso della tecnologia. Bambini e adolescenti, d’altra parte, sono abilissimi ad usare ogni tipo di dispositivo digitale, ma hanno bisogno della supervisione e della guida dei genitori per capire come farlo al meglio.

 

Genitori digitali. Come essere un modello positivo per i figli?

 

Famiglie digitali: quale ruolo per mamma e papà?

“Ciò che non conosciamo è di frequente ciò che ci spaventa di più: siamo tentati di vederne più i rischi e gli eventuali pericoli e spesso trascuriamo invece di riconoscerne le opportunità e potenzialità. Del resto i nostri figli tendono a fare l’esatto contrario: di fronte a una novità spesso ci si buttano a capofitto. Per loro stare nell’azione, nel qui e ora, è molto più semplice che per noi e non c’è dubbio che la velocità sia uno dei nuovi valori al quale le giovani generazioni non intendono rinunciare.

Perciò, madri e padri spesso sono chiamati a mettere “il pensiero” laddove i figli rincorrono l’azione, a schiacciare sul freno, laddove i figli invece premono sull’acceleratore” (Tratto da Cyber Generation. Sfide evolutive per chi cresce online di Alberto Pellai ed Elisabetta Papuzza).

Il massiccio uso delle comunicazioni multimediali e il linguaggio sintetico utilizzato dalla e-generation, che comunica attraverso messaggi vocali, storie, video, hashtag, emoticon e selfie, arriva a modificare anche le loro funzioni cognitive ed emotive.

Quello che di frequente ci dimentichiamo, però, sono i differenti punti di vista e l’abisso che c’è tra genitori e figli, che crea diversità nel modo di pensare e di approcciarsi per cui tante volte, ciò che per gli adulti rappresenta un problema, per i ragazzi invece è l’assoluta normalità.

Smartphone, app di messaggistica istantanea e social network, infatti, sono parte integrante della loro vita, sin da quando sono piccolissimi e spesso sono mediati proprio dall’utilizzo che ne fanno gli adulti di riferimento, arrivando a rappresentare una protesi della loro identità. Per questo non si deve fare la guerra alla tecnologia, ma insegnargli ad usare correttamente quegli strumenti.

“A volte occorre essere al loro fianco e utilizzare uno stile confidenziale, amichevole, a volte invece è necessario essere davanti a loro per poter fare da guida ed eventualmente riconoscere i rischi che devono essere fronteggiati e superati e che, all’occhio inesperto, potrebbero passare inosservati. Altre volte infine, si deve invece imparare a stare dietro a un figlio perché lui potrebbe avere bisogno di una spinta per tuffarsi nel mondo o anche semplicemente perché è pronto a fare la sua prova di volo in autonomia” (Tratto da Cyber Generation. Sfide evolutive per chi cresce online di Alberto Pellai ed Elisabetta Papuzza).

Per prevenire i problemi dei figli si deve parlare al di fuori di una chat

Redazione AdoleScienza.it