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Sport, alimentazione e immagine corporea: quale legame in adolescenza?


La pratica sportiva rappresenta un aspetto importante per lo sviluppo psicofisico degli adolescenti. I suoi effetti positivi si manifestano non solo sul piano fisico ma anche sulla riduzione di ansia e depressione, sulla promozione del benessere psicologico e sul miglioramento dei risultati scolastici (Le Menestrel e Perkins, 2007). L’attività sportiva in adolescenza può configurarsi come possibilità per acquisire una nuova autonomia, sperimentare la propria forza fisica, aumentare l’autostima, accettare i propri limiti. Ha una funzione importante nella costruzione dell’immagine corporea e di sé e nel consolidamento dei processi relazionali e sociali. L’adolescente, infatti, sperimenta il proprio corpo in cambiamento e le sue potenzialità, che definiscono il valore che egli attribuisce al proprio sé.

Quando l’attività sportiva viene praticata a livello agonistico, tuttavia, può determinare al contempo effetti che rappresentano un fattore di rischio per il benessere: l’alimentazione può essere ridotta, possono essere utilizzate sostanze dopanti, la paura di non essere selezionati per una competizione può rappresentare una delle maggiori fonti di stress. Il corpo diventa uno strumento attraverso il quale raggiungere una determinata prestazione e il legame tra pratica sportiva e corporeità esercita ulteriori risonanze sulla soddisfazione e sull’accettazione di sé (Ekland, Heian e Hagen, 2005). Gli adolescenti che praticano sport a livello agonistico o diverse discipline sportive mostrano, in generale, una migliore percezione del proprio corpo e più alti livelli di autostima e di autoefficacia rispetto ai coetanei, si percepiscono più attraenti o più forti e attribuiscono a sé un valore maggiore. Al contempo, però, alcuni sport possono presentare fattori di rischio legati all’accettazione del proprio corpo o a condotte alimentari scorrette.

Diversi studi hanno documentato la prevalenza di comportamenti alimentari scorretti tra i ragazzi che praticano discipline ad alta componente estetica, comportamenti che non risultano, però, collegati ad insoddisfazione corporea (Gatti e Confalonieri, 2012). Se negli adolescenti affetti da disturbi del comportamento alimentare (DCA) uno dei fattori che ne determina l’esordio è rappresentato dall’insoddisfazione o dalla mancata accettazione del proprio corpo, questo non si verifica nei coetanei che praticano attività sportiva e atletica. Da una parte, esse costituiscono un fattore protettivo rispetto all’insoddisfazione corporea ma, dall’altra parte, possono influenzare in modo negativo l’alimentazione.

Poiché i protagonisti sono adolescenti, sarebbe utile approfondire l’analisi dei fattori protettivi e di rischio alla luce dello sviluppo puberale che in adolescenza occupa un ruolo primario nella definizione della propria immagine corporea. Gli adolescenti devono, infatti, confrontarsi con cambiamenti corporei che incidono sulle percezioni e sulla soddisfazione corporea tanto che, proprio in questa fase, si osservano le maggiori insoddisfazioni e percezioni negative.

L’aumento della pratica sportiva sembra possa favorire la riduzione dell’insoddisfazione corporea anche quando permangono comportamenti alimentari scorretti. Questo legame ambivalente andrebbe ulteriormente approfondito, soprattutto in relazione alla possibilità che i ragazzi si sentano esclusi dal proprio gruppo sportivo se non corrispondono a specifici canoni estetici. Il confronto con la realtà e con i coetanei potrebbe, quindi, essere ancora più doloroso e difficile da accettare.

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

 Ekland E., Heian F., Hagen K.B. (2005). Can exercise improve self-esteem in children and young people? A systematic review of randomized controlled trial. British Journal of Sports Medicine, 39:792-798.

Gatti E., Confalonieri E. (2012). Praticare ginnastica artistica in adolescenza: fattore di rischio o di protezione per l’immagine corporea?. Giornale Italiano di Psicologia dello Sport, 15: 13-19.

Le Menestrel S., Perkins D.F. (2007). An overview of how sports, out-of-school time, and youth well-being can and do intersect. New Directions for Youth Development, 115:13-25

 

 

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