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Adolescenti innamorati o attaccamento morboso? Qual è il limite?


L’adolescenza è anche la fase degli amori, da quelli fulminei che durano un giorno e poi svaniscono nel nulla, a quelli eterni. Alti e bassi, invischiamenti, ragazzi che vivono in funzione dell’altro e fanno spesso arrabbiare o preoccupare i genitori per questo investimento eccessivo. Scatta la paura che non si vivano la loro età, che non facciano le esperienze che dovrebbero fare, che brucino le tappe, che non siano felici. A volte però non si tratta solo di essere innamorati o meno, ma di avere un vero e proprio attaccamento morboso e di non saper stare da soli.

Quali sono i segnali che possono far insospettire un genitore?

Non saper dire di no, insicurezza, ricerca di conferme, non saper prendere decisioni da soli, bisogno dell’approvazione degli altri, sono indicatori di un attaccamento morboso nei confronti di una persona. Durante la fase adolescenziale capita spesso che si investano tutte le energie nei legami o di amicizia o amorosi. I genitori spesso si lamentano e sono preoccupati per l’attaccamento eccessivo del figlio alla persona con cui escono e non ne capiscono la motivazione. C’è un iperinvestimento in queste relazioni affettive, esiste solo il presente, quella persona diventa il centro del proprio mondo, si ha paura della perdita, dell’abbandono e si cercano riscontri e certezze, ecco perché è chiamata anche l’età dei “per sempre”. Gli anni delle promesse d’amore eterne, dei lucchetti in segno di sicurezza e stabilità, di quell’amore che difficilmente si riesce ad incatenare, che sfugge e scappa quando meno te lo aspetti.
Spesso alla base di questi legami adolescenziali c’è insicurezza che si può manifestare con gelosia morbosa, con la paura di essere traditi, con il controllo, anche se oggi con chat e social network è molto più facile monitorare l’altro, si conosce l’orario di entrata e di uscita dalla chat e si monitorano le azioni sui social network, compresi quelli degli amici. Spesso questi atteggiamenti vengono scambiati come essere troppo innamorati e si sottovalutano dei segnali importanti.

Quando una litigata diventa una tragedia

Il problema per i genitori sorge quando litigano perché assistono a piccole, grandi tragedie familiari, lacrime disperazione, messa in discussione di tutto e di tutti. Sono situazioni in cui bisogna avere solo tantissima pazienza, dare il sostegno morale, evitare le frasi fatte stile “morto un papa se ne fa un altro” e aspettare che passi, monitorando che non escano fuori dalle righe! Si ha il terrore della solitudine, sembra che vivano solo in funzione di un legame e non di loro stessi. Non si sa gestire a livello emotivo lo star solo, si deve sempre trovare una compensazione. Si ha quasi paura di essere se stessi, di dire quello che si pensa, di esprimere un dissenso, perché si ha paura di non essere accettati, si cerca a volte di corrispondere alle aspettative dell’altro.

Attenzione perché esiste anche la dipendenza affettiva

A volte questo tipo di attaccamento morboso, può essere eccessivo, può diventare uno stato patologico, la relazione è vista come unica condizione di sopravvivenza, diventa quindi indispensabile la presenza dell’altro. Diventa quasi una condizione di dipendenza, si chiama dipendenza affettiva e si può manifestare anche in adolescenza. I ragazzi dipendenti possono in un certo senso annullarsi per l’altro, venir meno alle proprie necessità, dire sempre di si perché si ha paura che un NO possa generare un offesa e quindi un distacco. Si vive male perché si è smossi da una profonda insicurezza e paura di perdere la persona amata. Si tratta di una compensazione, non di vero amore. Anche il solo pensiero di essere lasciati genera uno stato ansioso particolarmente intenso, davanti ad una qualsiasi contrarietà scatta il sistema di allarme perché sono annullati i propri confini psichici e c’è una sorta di fusione con l’altro.
Condizionamenti, paure, collusioni, aspettative e speranze, tutto per evitare di affrontare la paura più grande: la rottura della relazione!

di Maura Manca