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Adolescenza, amicizia e amore, un mix perfetto dagli esiti incerti


Ci sono dei legami che possono condizionare per tutta la vita. Ci sono dei sentimenti che ti rincorrono, ti seguono, li trovi dietro l’angolo e quando meno te lo aspetti, rientrano prepotentemente nella tua vita, anche se provi a scappare, ad allontanarti e a ricostruire una tua immagine sotto un’altra veste. Perché sono così profondi questi legami, perché non si riesce a lasciarsi dietro un passato adolescenziale e guardare l’orizzonte della giovinezza spogliandosi dai condizionamenti del passato?

Gli adolescenti spesso si conoscono dietro un banco di scuola, a volte simili, altre estremamente diversi, eppure, si creano degli agganci perfetti che durano anche tutta la vita. È l’età della ricerca di una propria identità stabile, di confini psichici spesso labili, dell’invischiamento nelle cose, del bisogno di un rinforzo affettivo e di sostegno, anche esterno alla famiglia. Si creano amicizie simbiotiche e condizionanti. L’amico diventa parte integrante della propria vita, un tutt’uno.

Caratteri diversi, atteggiamenti nei confronti della vita differenti, sono semplicemente gli ingredienti per alimentare questi sentimenti. È in questi anni che si cerca il limite, che con gli amici si arrivano a fare anche cose che probabilmente da soli non si sarebbero mai fatte, l’amico copre, aiuta, sostiene, è complice e deresponsabilizza.

L’età delle incertezze, rinforzata dalle certezze degli amici, degli eccessi che spesso portano oltre e arrivano anche a uccidere. È l’insieme di tutte queste esperienze che crea un legame unico e indistruttibile, si rinforza giorno dopo giorno, anche dopo eventi che cambierebbero la vita di chiunque, anche quando i genitori si mettono in mezzo e cercano di separare un trio simbiotico, potenzialmente pericoloso e deviante. Genitori punitivi, controllanti o permissivi, semplicemente genitori di adolescenti alle prese con le prime esperienze della vita.

È quando il sentimento dell’amicizia cambia, quando diventa altro, forse amore, forse passione, forse ossessione, che questo equilibrio salta, che ciò che era limpido, pulito, di rinforzo, diventa un sotterfugio, una preoccupazione, una paura di perdere l’amicizia. Scappare potrebbe essere una soluzione? Lasciare gli amici al loro destino e provare a prendere un’altra strada seguendo i saggi consigli di una nonna può servire a qualcosa? Forse sì, fintanto che non si incrociano nuovamente quegli occhi che hanno segnato gli anni più vulnerabili e più intensi della vita.

Dove si può arrivare per amore, per possedere una persona che si sarebbe sempre voluta possedere ma in quanto amica non si poteva? Si può arrivare ad annullarsi, ad annientare la propria persona, a vivere in funzione di un’ossessione e probabilmente anche ad uccidere?. L’amicizia è un sentimento puro, l’amore può essere malato. Solo ritrovare la dimensione originaria, un’appartenenza, permette di dare un senso all’insensato e ripartire verso nuovi orizzonti.

Forse la coppia perfetta non è composta solo da due persone, tre potrebbe essere il numero perfetto, assoluta al punto di esprimere le più profonde dinamiche intrapsichiche, i più puri e i cupi tratti della personalità di ognuno di noi. Un romanzo che descrive la co-costruzione di un legame di amicizia, che analizza con profonda chiarezza, lucidità e appropriatezza le sfumature di quando due sentimenti così forti come l’amicizia e l’amore, si incrociano e danzano insieme, fino a sfociare in un ballo autodistruttivo e accecante. Un romanzo che cattura, come la storia dei tre personaggi, fino alla fine, fino all’ultima parola, che mette un punto ad un turbinio di emozioni.

“Tre di una coppia perfetta”, un romanzo di Micaela Palmieri, che racchiude una storia toccante, attuale e profonda.

 

di Maura Manca

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