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Attenzione alla “Sindrome da San Valentino”


Il giorno di San Valentino è la festa degli innamorati. È una giornata che viene investita di molte aspettative, perché considerato un “giorno speciale” in cui si deve manifestare il proprio amore. Per molte persone, però, può rappresentare motivo di frustrazione, delusione e rabbia perché non vengono corrisposte le aspettative iniziali, fino a trasformare questa festività in una giornata conflittuale, dove emergono i malumori, già presenti nella coppia.

Ma per chi è stato lasciato o è stato tradito, oppure per chi ha perduto una persona cara, cosa può rappresentare la festa di San Valentino?

La festa degli innamorati, in questi casi, rischia di riaprire ferite già esistenti, generare frustrazione interna e paura di non trovare più nessuno e di rimanere soli per tutta la vita, ma allo stesso tempo, rappresenta un’occasione per riflettere su se stessi, su quello che si è perso e su ciò che non si ha e che si vorrebbe avere. E’ come se si facesse un “bilancio” della propria vita affettiva: i ricordi riaffiorano, i sentimenti di malinconia e tristezza invadono i pensieri e il dolore diventa più forte e pungente. Per alcune coppie risulta più semplice rimanere incastrati in relazioni malsane e negative, piuttosto che rompere il rapporto e fare i conti con se stessi. In questi casi, l’altro funge da spalla a cui aggrapparsi disperatamente, non per una reale condivisione, ma solo per paura di non riuscire da solo ad affrontare anche le piccole difficoltà quotidiane. Queste sensazioni di disagio nel caso in cui dovessero persistere nel tempo, possono rappresentare un campanello d’allarme e non essere più temporanee e inserirsi in un quadro di scarsa sicurezza personale e di una bassa stima di sé, che possono portare anche a vere e proprie manifestazioni depressive e richiedere l’intervento mirato di un professionista della salute

 

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