bug chasing

Contrarre intenzionalmente il virus dell’HIV: il bug chasing


Tra le recenti social mode pericolose ritroviamo il fenomeno che prende il nome di “bug chasing” che letteralmente significa “caccia al parassita”.

Consiste in una pratica sessuale che ruota intorno al desiderio di voler essere contagiati in maniera volontaria e consapevole dal virus dell’Hiv. E’ un fenomeno che sta prendendo piede anche in Italia, in modo particolare attraverso la rete e i siti specifici creati appositamente per questa pratica.

Si possono trovare comunità online, di uomini e donne, sia omosessuali che eterosessuali, che si scambiano informazioni per cercare di concordare un incontro. Per accedere a queste comunità, sembrerebbe che sia necessario essere iscritti almeno da due anni per poter approfondire la conoscenza ed entrare in contatto diretto con gli altri membri.

Il forum, inoltre, si fonda su regole specifiche che vengono elencate all’interno del sito che devono essere seguite alla lettera. Da una parte ci sono i bug chasers ovvero persone che cercano di diventare siero-positive e per farlo ricercano rapporti sessuali non protetti con persone affette da Hiv e realizzare la siero-conversione, mentre dall’altra parte ci sono i gift givers (donatori) che sono persone infette pronte a trasmettere il virus alle persone sane da un punto di vista fisico.

Le persone sono pienamente consapevoli che il rischio di contrarre il virus dell’Hiv condizionerà in maniera radicale la loro vita, senza possibilità di ritorno.

Quali sono le motivazioni alla base di questa auto-distruttività?

Spesso è legata al bisogno di trasgressione sessuale, alla voglia di provare emozioni estreme legate al rischio di contrarre il virus, che aumentano così la carica erotica del rapporto, in altri casi, invece, per diminuire lo stress legato all’utilizzo del preservativo e di fare sesso liberi da qualsiasi ostacolo.

La superficialità di una scelta simile, non solo ha gravissime conseguenze sullo stato di salute della persona, ma aumenta vertiginosamente il rischio di contagio dei futuri partner, creando così un effetto domino.

Sembra che in questi ultimi anni il senso della vita stia venendo sempre meno, sembra che l’istinto di sopravvivenza non esista più, perché non si tratta di un gioco, ma della propria vita. Si può vivere liberamente la propria sessualità anche utilizzando un preservativo e mettere in pratica le proprie trasgressioni attraverso modalità non auto-distruttive.

Redazione AdoleScienza.it

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