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Cyberbullismo e sexting: che impatto hanno sui ragazzi? Maura Manca ne ha parlato a Generazione Giovani


Il cyberbullismo è un fenomeno di enorme rilevanza clinica e di forte impatto sociale, personale, familiare e scolastico, che coinvolge sempre più bambini e adolescenti fin dalla tenera età, con esiti psicologici davvero devastanti. 

Il vero problema dei ragazzi oggi, invece, sono le chat di messaggistica istantanea, i famosi gruppi su WhatsApp, che sono utilizzati in modo improprio sin dalle scuole elementari, diventati terreno fertile per i baby cyberbulli che agiscono indisturbati sotto gli occhi ciechi dei genitori, ignari di ciò che accade all’interno dei loro telefoni.

Il problema poi è che molti ragazzi non capiscono dove finisce lo scherzo e inizia il bullismo e il cyberbullismo. Troppi adolescenti ridono, si divertono delle prese in giro rivolte ad un compagno e in quei momenti forse non si rendono conto di essere anche loro parte del crudele gioco del bullismo.

Purtroppo i problemi legati alla rete non ruotano solo intorno al cyberbullismo, anzi, esistono degli aspetti meno trattati con delle conseguenze altrettanto gravi. Un fenomeno indotto anche dall’uso distorto che oggi i ragazzi fanno della Rete, in particolare della pratica del SEXTING.

sexting Skuola

Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, già dagli 11 anni di età, infatti, in tanti sono i ragazzi tentati dalla moda di scattarsi selfie intimi, senza vestiti o a sfondo sessuale e di inviare le immagini o i video al proprio fidanzatino, agli amici, nelle chat di gruppo. Si chiama sexting e parliamo di una pratica messa in atto abitualmente dal 6% dei preadolescenti dagli 11 ai 13 anni, di cui il 70% è costituito da ragazze. I numeri salgono al crescere dell’età: infatti, tra i 14 e i 19 anni, la proporzione è di circa 1 adolescente su 10.

Per questa ragione è sempre più emergente il problema del cyberbullismo legato allo scambio di immagini hard o intime, infatti, il 33% degli episodi di cyberbullismo è di tipo sessuale.

Le ragazze sono comunque la categoria più a rischio dal punto di vista della diffusione di materiale intimo e privato, e sono spesso anche vittime della vendetta pornografica o REVENGE PORN (4%) ossia il vendicarsi in genere per essere stati lasciati, traditi sia in amore che in amicizia attraverso la pubblicazione sui social o nelle chat di materiale intimo e compromettente con lo scopo di arrecare danno all’altra persona e di metterla alla gogna pubblica.

Un aspetto sul quale si riflette poco è che coloro che alimentano la viralità, il cyberbullismo, il sexting, la revenge porn, l’hate speech e che rinforzano le violenze che una persona subisce, sono proprio i “condivisori” e i “commentatori”.

È su coloro che condividono e che commentano in maniera cattiva e dispregiativa che si dovrebbe lavorare, sono loro che alimentano il problema, che lo rendono pubblico e visibile, sono complici dei cyberbulli e degli odiatori.

Quando si può parlare di cyberbullismo? Che ruolo hanno le condivisioni e i commenti che alimentano il fenomeno? Perché spesso molti genitori tendono a minimizzare? Come avviene la diffusione di immagini intime e private? Quanto incidono gli stereotipi di genere?

La dott.ssa Maura Manca ne ha parlato il 17 marzo 2019, su Rai 2, nella trasmissione Generazione Giovani, condotta da Milo Infante.

Per guardare i suoi interventi, cliccare sui link:

https://www.facebook.com/osservatorioadolescenza/videos/1477509709052561/

https://www.facebook.com/mancamaura/videos/2047640825540361/

Per guardare l’intero servizio, cliccare sul link a partire dal minuto 00.09.00:

https://www.raiplay.it/video/2019/03/Generazione-Giovani-4cec698c-060b-472f-8dba-03e77082b429.html