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Cyberstalking nelle relazioni di coppia di adolescenti. Un problema da non sottovalutare


Lo stalking è un problema di ordine sociale, che ha trovato nella società tecnologica nuovi strumenti di comunicazione che possono essere utilizzati per ledere la libertà e il benessere di un’altra persona. La maggior parte dei casi, anche se non denunciati, avvengono all’interno della coppia, soprattutto tra i più piccoli. Oltretutto, in adolescenza, è un fenomeno che riguarda sia i maschi che le femmine, sia coppie omosessuali che eterosessuali. È un problema da non sottovalutare perché va a ledere la sfera personale e relazionale. Si parla troppo poco della violenza all’interno delle coppie di giovani adolescenti, si fa troppa poca prevenzione, dimenticandosi che i violenti di oggi possono essere anche i violenti di domani, lo stalking di oggi può essere un omicidio di domani.

I ragazzi non sono in grado di capire quando un comportamento che subiscono è al limite tra la normalità e la patologia, vanno semplicemente aiutati a comprendere cosa significa essere pressati e perseguitati da un partner. Purtroppo la violenza è talmente tanto frequente e presente in tutti i contesti che facciamo attenzione prettamente ai casi eclatanti, anche se quelli a cui dobbiamo fare particolare attenzione sono i casi meno evidenti per evitare sviluppi drammatici. Stiamo normalizzando erroneamente il concetto di violenza e legittimiamo e giustifichiamo troppi comportamenti prevaricatori.

Allora, quando l’amore diventa violenza?

Troppi ragazzi non sanno neanche di essere di essere vittima di cyberstalking. Durante il lavoro che facciamo nelle scuole con l’Osservatorio Nazionale Adolescenza e il lavoro clinico che svolgo privatamente nel mio studio con gli adolescenti, rileviamo che le prevaricazioni all’interno delle coppie generano una condizione di malessere psichico che va ad intaccare anche la sfera scolastica, relazionale e familiare.

Alla base del comportamento del cyberstalker all’interno della coppia in genere c’è una profonda insicurezza, la paura di essere tradito, di essere messo da parte e dell’abbandono. La gelosia patologica è la molla che spinge al bisogno di controllare il partner per vedere quello che fa e, in alcuni casi, diventa una vera e propria ossessione che può sfociare in una forma di persecuzione. La possessività autorizza a poter considerare l’altro come un qualcosa di proprio e quindi a sentirsi autorizzati al controllo e talvolta alla gestione della vita dell’altro.

Cosa fa un adolescente cyberstalker?

Spesso vengono utilizzati dai piccoli cyberstalker software spyware, per controllare tutto ciò che accade sul computer o sul cellulare della fidanzata/o o sulle pagine personali dei social network non coperte dalle impostazioni di privacy. Si arriva addirittura ad assumere nelle chat l’identità della vittima, per conoscere il contenuto delle conversazioni e l’interlocutore. Si seguono tutti i movimenti sui social, si controllano tutti i like e le interazioni con gli utenti della rete. Ho visto ragazzi e ragazze vittime di scenate spaventose per aver messo un “mi piace” ad una foto di un conoscente. I cyberstalker guardano con chi vengono strette nuove amicizie e arrivano anche a monitorare la cronologia dei siti internet. C’è un controllo costante e continuativo di WhatsApp e di tutte le chat di messaggistica istantanea. Il partner geloso ossessivo controlla gli orari di accesso alle chat, con chi parla, chiede lo screenshot (foto) delle conversazioni, fa bloccare amici che lui reputa indesiderati anche sui social ed è spesso connesso per vedere il momento in cui l’altro si connette e domandargli immediatamente la motivazione. Controlla e monitora le foto dei profili degli amici per vedere se il fidanzato/a è presente in qualcuna di esse che magari a lui è sfuggita.

La vittima di cyberstalking si trova a volte costretta a cambiamenti, talvolta, radicali nel proprio stile di vita per riconquistare la sua libertà o per paura di litigate e scenate di gelosia. È un problema estremamente frequente tra le coppie di adolescenti e non è da sottovalutare per gli esiti psicopatologici sia nel cyberstalker che nella vittima.

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta,

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

 

 

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