violenza adolescenti

Dall’amore alla violenza nella coppia


Dopo una fase di intenso interessamento e investimento nel gruppo dei pari, sulle amicizie tendenzialmente con lo stesso sesso, gli adolescenti tendono a impegnarsi e indirizzare le loro energie nella costruzione di relazioni sentimentali. I genitori vengono messi in secondo piano, sembra quasi che gli amici contino più di loro, il gruppo però man mano che si cresce perde d’importanza e diventa prioritario come il rapporto con il ragazzo/a, anche se ci si innamora con estrema frequenza e si cambia opinione anche da un giorno all’altro.

I bisogni di fare progetti per il futuro che caratterizzano le insicurezze adolescenziali, appaiono in forma romantica e si traducono con il desiderio di credere nella “favola d’amore”, rimandando al bisogno di essere rassicurati rispetto all’imprevisto e all’ignoto attraverso i “per sempre”: “ti amerò per sempre”, “staremo insieme sempre” e altre frasi simili. Spesso in queste intense relazioni adolescenziali è insito il concetto di vincolo di coppia che può portare con sé il rischio di vedere troppo presto compromesse la libertà e l’autonomia che a fatica e, da troppo poco tempo, sono state conquistate. Così, l’oggetto d’amore tanto desiderato, la persona sulla quale si è spostato tutto, inizia a generare dubbi, ansie, frustrazioni e, in alcuni casi, paure.

Purtroppo l’instabilità di coppia, la prevaricazione, la violenza, possono manifestarsi fin dal primo innamoramento, fin dalle prime relazioni sentimentali, anche tra i più piccoli e lasciare segni indelebili in una fase in cui si crede ancora nelle “favole” e nell’amore in cui non ci si aspetta un comportamento di questo tipo dall’altro, magari da un coetaneo. In questi anni non si hanno gli “strumenti” psicologici per difendersi, ma neanche per comprendere realmente cosa stia succedendo. Purtroppo a scuola non se ne parla e a casa si ha paura spesso di parlarne per le reazioni che possono avere i genitori. Altre volte non si riesce neanche a capire che quei comportamenti non sono “normali”, perché non si è grado di dare il giusto peso alle cose e capirne gli esiti a lungo termine e si crede ancora che l’altro possa cambiare. Si crede nell’amore e si crede ai momenti in cui, dopo le litigate, arrivano messaggi con su scritto: “scusami, non lo farò, non ho capito cosa mi sia preso”, “ non mi lasciare, ti prego, ti prometto che cambierò e che non succederà più”.

L’adolescenza è la fase in cui ci si innamora facilmente e in quel momento l’altro diventa intoccabile, irraggiungibile unico e irripetibile e magari si distorce la realtà. Si vivono le relazioni intensamente e tante volte capita che, soprattutto nella fase iniziale del rapporto con una persona, si arrivi a pensare possa essere la persona giusta, perché sembra ci capisca e ci faccia star bene, ci sembra di stare “tre metri sopra il cielo”. A volte però capita che quando il rapporto inizia a stringersi cambino un po’ le cose, aumenta la gelosia, iniziano a esserci problemi e aumentano le litigate. Possono verificarsi una serie di allusioni di non dire la verità ed emerge il sospetto che si sentano anche altre persone per cui arriva il controllo del telefono e dei social network con richiesta di password e screenshot. Bisogna stare attenti anche agli scatti d’ira che troppo spesso si tende a giustificare con nervosismo magari dovuto a discussioni con i genitori o problemi a scuola, con gli insegnanti o per brutti voti ottenuti a interrogazioni e/o compiti in classe. Quando il legame si stringe, in questi casi ci si accorge che la gelosia diventa possesso e la tanto amata libertà, ottenuta con grande fatica e lotte, può diventare costrizione e la fiducia si trasforma in sospetto e controllo.

Bisogna fare attenzione perché questi possono essere alcuni dei segnali di quella che con il tempo può diventare violenza all’interno della coppia e che con gli anni può portare a vivere profonde sofferenze emotive e fisiche, da cui è difficile uscirne.

di Maura Manca, Psicoterapeuta

 

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