Androgynous girl

Fluidità di genere o gender fluid. La libertà di non identificarsi


Oggi sempre più persone, soprattutto tra i giovanissimi, usano il termine gender fluid, tante volte, forse, senza sapere di preciso di cosa realmente si sta parlando. Un po’ come quando si parla di Hikikomori.

Fondamentalmente, i ragazzi e le ragazze che si definiscono gender fluid non vogliono essere etichettati in funzione di nessuno schema sessuale, vorrebbero vivere in libertà la propria identità sessuale, senza costrizioni e castrazioni.

Secondo alcuni studi, il numero dei ragazzi, soprattutto adolescenti, che si rivolgono ai centri o alle associazioni per comprendere, e per comprendersi, in merito alla fluidità di genere, è in crescita. Sono notevolmente aumentate anche le ricerche su i vari motori di ricerca e i consulti richiesti in rete.

Sicuramente questo processo è facilitato dal fatto che in questi ultimi anni si affrontano maggiormente queste tematiche, anche a livello mediatico. Uno studio condotto dalla Fondazione Foresta su ragazzi dai 18 ai 21 anni, evidenzia come il 2,3% ovvero circa 1 su 40 della popolazione intervistata, si è definito transgender o gender-fluid. Dati che, secondo gli esperti, sembrerebbero più elevati rispetto alle medie internazionali e nazionali (Fonte Adnkronos).

Da un sondaggio realizzato da Harris Poll (azienda specializzata in ricerche di mercato online), in cui sono stati intervistati 2.037 ragazzi tra i 18 e i 34 anni, di cui 1.708 eterosessuali, i giovani d’oggi sono più portati a:
– identificarsi come LGBTQ che le passate generazioni;
– identificarsi al di fuori della tradizionale dicotomia binaria “omosessuale/eterosessuale” e “uomo/donna”;
– allearsi con la comunità LGBTQ;
– l’accettazione delle persone LGBTQ rimane alta ma i progressi sono rallentati dopo la storica sentenza sul matrimonio egualitario (Fonte: osservatoriogender.it).

Dal lavoro che effettuiamo come Osservatorio Nazionale Adolescenza direttamente con i ragazzi in ambito scolastico e clinico, il coming out, il percorso attraverso il quale i ragazzi riescono a “dichiararsi”, è spesso lungo e in alcuni casi costellato da confusione, dubbi, paure e bisogno di riconoscersi e sentirsi accettati e riconosciuti, soprattutto dai genitori e dai coetanei. Ci sono tanti di loro, invece, che hanno le idee abbastanza chiare in merito.

Tante volte purtroppo capita anche che madri e padri non accettino la fluidità di genere del figlio. Questa condizione crea spesso conflitti domestici e pressioni psicologiche.

Secondo il professor Fabrizio Quattrini, Psicoterapeuta Sessuologo, Presidente dell’Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica di Roma, “Definirsi Transgender o gender fluid non significa necessariamente intraprendere un percorso di transizione. Molti giovanissimi non sentono di uniformare la propria identità di genere col concetto binario socialmente considerato normale, come pure orientarsi sessualmente con la dimensione cisgender. I giovanissimi hanno le idee abbastanza chiare rispetto al loro modo di identificare se stessi nella fluidità di genere. Eventualmente devono essere maggiormente supportati in percorsi chiari di educazione alla sessualità. Alcuni di loro probabilmente si dirigeranno verso una possibile trasformazione anche medico chirurgica, altri rimarranno aderenti al loro modo di vedere e sperimentare l’intimità, la corporeità e l’affettività sganciati dagli stereotipi di genere. Il dato della ricerca a mio avviso non deve essere frainteso e la percentuale individuata deve essere interpretata all’interno di un continuum dove da un lato sono presenti quei giovanissimi che vivono una disforia di genere e dal lato opposto tutti gli altri che pur definendosi gender fluid non hanno alcuna disforia. I giovanissimi stanno a mio avviso sperimentando con fatica la libertà di essere se stessi a prescindere dagli schemi e stereotipi di genere rinforzati dalla società”, conclude il prof. Quattrini.

Per questa ragione, è importante far entrare nelle scuole personale specializzato in grado di accogliere le richieste dei ragazzi e di poter dar loro le informazioni corrette.

L’articolo è tratto integralmente dal mio blog dell’Espresso:

http://adolescienza.blogautore.espresso.repubblica.it/2019/07/03/fluidita-di-genere-o-gender-fluid-la-liberta-di-non-identificarsi/