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Gang bang, adolescenti che fanno sesso con un numero imprecisato di persone


Ogni tanto le bang gang adolescenziali riaffiorano tra le notizie di cronaca. Questa volta lascia stupiti e sconcertati la notizia di una 15enne americana che avrebbe fatto sesso all’interno dell’istituto scolastico con circa 25 coetanei di seguito.

Innanzitutto è importante definire cosa sia una BANG GANG. Si tratta di una pratica sessuale in cui un ragazzo o una ragazza fa sesso con un numero imprecisato di persone o dello stesso sesso o di sesso opposto. Non si tratta di un’orgia ossia di sesso di gruppo, ma di una attività in cui il gruppo fa sesso con la stessa persona per cui la relazione diventa uno verso tutti gli altri, attirando e incentrando su di sé l’attenzione di tutti i partecipanti alla bang gang.

In adolescenza non è così raro che si assista a questo tipo si pratiche sessuali, solo che si sbandiera l’allarme solo ed esclusivamente quando il filmato o le foto arrivano all’attenzione della massa attraverso i social network.

Oggi sappiamo che i ragazzi tendono a filmare tutto ciò che fanno come se fosse una testimonianza del “anche io c’ero”. Senza il selfie si è poco credibili, le parole hanno quasi perso il valore, c’è bisogno di dimostrare e di condividere le proprie gesta sui social network, anche le pratiche più intime e private perché ricordiamo che per molti adolescenti il concetto di intimo e di privacy è diventato ormai condivisibile, legato ad una identità condivisa.

In adolescenza siamo in piena fase ormonale per cui ad un ragazzo non sembra vero di poter fare sesso con estrema facilità, in un contesto per giunta trasgressivo, con il rinforzo e la deresponsabilizzazione del gruppo. Ci sono spesso problemi di identità, personalità e confini psichici, ci si fa invadere da ciò che si sta vivendo, il corpo viene usato come oggetto, anche per farsi apprezzare ed accettare dagli altri, a costo anche di svenderlo senza dignità. Tanti ragazzi non sono cresciuti con delle basi stabili che gli permettono di mettere dei confini psichici e non sono educati alla dignità, al senso di sé e dell’altro.

In quel momento ci si sente al centro dell’attenzione, sale l’adrenalina, è una sfida, è una trasgressione, si pensa solo al qui ed ora e non alle conseguenze delle proprie azioni sotto tutti i punti di vista, reputazione e confronto con se stessi e con gli altri. Non pensano alle malattie, non pensano a dove sono, non pensano al fatto che il video potrà arrivare alla portata di tutti e che quell’etichetta sarà molto difficile o impossibile da levare. Il problema di tanti adolescenti è che vivono solo l’emozione del momento e del presente, senza pensare a tutto il resto.

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Direttore di AdoleScienza.it

 

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