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Il mondo segreto di Anna Frank: un’adolescente come le altre


Sono state scoperte due pagine inedite del diario di Anna Frank, uno dei diari più famosi al mondo, che Anna scrisse nel 1942, quando era già in clandestinità, a soli 13 anni. Nel suo diario riportava tutti i suoi pensieri, tutto ciò che in qualche modo era il suo mondo interno.

Si tratta di 33 righe, ben nascoste da un cartoncino che lei aveva posizionato sulle pagine, proprio con l’intento che i contenuti non venissero letti da nessuno. Oggi grazie alla tecnologia, siamo riusciti a entrare nella parte più segreta di Anna Frank, quella dove parlava di mestruazioni, sessualità, contraccezione, omosessualità, prostituzione ma anche della differenza tra sesso e matrimonio che per lei rappresentava quel legame più profondo, stabile e duraturo. Inoltre sono state ritrovate alcune barzellette sporche, quella parte trasgressiva tipica degli adolescenti del 1942, perché in qualche modo si dava libero sfogo, anche in modo socialmente accettato, a quelle  pulsioni aggressive e sessuali più difficili da gestire.

Lo definirei il segreto nel segreto, ciò che Anna voleva tenere ancora più nascosto.

Infatti, nel diario si scrive anche quello che non si ha il coraggio di dire, perché il diario non critica, non giudica, ma accoglie: con il diario non si ha il contatto diretto con lo sguardo dell’altra persona, soprattutto quando si parla delle proprie parti più profonde, quando ci si inibisce, quando si ha un senso del pudore e quando si parla di quella che è l’intimità.

Scrivere a qualcun altro è sicuramente più facile che parlare a se stessi, e il diario in qualche modo è un amico e un compagno di viaggio.

L’aspetto più interessante di questa scoperta è legato proprio al fatto che Anna riuscisse ad esprimere la sua parte più adolescenziale, perché non è così facile parlare liberamente di sessualità, i ragazzi troppo spesso hanno paura di confrontarsi su queste tematiche e le vivono come un conflitto interiore, perché da sempre legate a dei tabù.

Ci si approccia alla sessualità in maniera contrastante perché in adolescenza si è in bilico tra il comprendere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ciò che si deve fare e ciò che non si deve fare, l’accettazione e la non l’accettazione  prima di tutto di sé stessi, che poi inevitabilmente gli adolescenti riversano sugli altri.

Per questo ci si vergogna, ci si inibisce mentre un diario riesce sicuramente a nascondere meglio questi sentimenti.

Grazie a questa scoperta Anna Frank è stata vista sotto una luce diversa, un’adolescente come le altre, nei suoi aspetti più intimi e privati.

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Oggi emerge il contrasto rispetto all’adolescenza di allora, perché il diario segreto non è poi così segreto, è molto spesso tecnologico scritto attraverso gli smartphone e a volte troppo condiviso. Sicuramente, è venuto meno il senso del pudore, c’è purtroppo un approccio alla sessualità troppo precoce e un’ipersessualizzazione dei bambini,  esposti eccessivamente a contenuti non adeguati all’età, avendo libero accesso a tutto fin dalla prima infanzia.

Si è perso il gusto dell’esplorare gradualmente, c’è un bruciare le tappe e questo va intaccare il vivere le sensazioni e le emozioni soprattutto quelle legate alla scoperta.

Inoltre, è presente una strumentalizzazione del corpo, usato troppe volte come un oggetto; l’aspetto più preoccupante della nostra società è proprio l’intimità condivisa e il venir sempre meno del concetto di privato, che rende i nostri ragazzi vulnerabili, molto concentrati sulle condivisioni e poco su quello che vivono e le emozioni che sperimentano.

di Maura Manca

L’immagine è stata presa da Wikipedia