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Il senso dell’amicizia al tempo dei social e di WhatsApp


Con un utilizzo quasi totalitario delle chat e dei social nella comunicazione, nella gestione delle relazioni interpersonali, i rapporti sociali stanno assumendo indubbiamente un ruolo secondario rispetto a quelli social. Se non ci sono più questo tipo di relazioni, di contatto, se non c’è condivisione, però, non si può creare una vera amicizia.

L’AMICIZIA È UN LEGAME che nasce dal condividere esperienze di vita, dal parlare, agire, affrontare spaccati di quotidianità, anche intimi e privati, senza che siano alla mercé di tutto il Web o di WhatsApp. Solo così è possibile conoscersi nel profondo, ci si lega con l’altra persona e si provano i veri sentimenti. L’amicizia è infatti caratterizzata da un sentimento di reciproco affetto.

È un legame sta cambiando il suo significato e la sua valenza di condivisione, sostegno e rinforzo reciproco. Oggi si vive troppo di emozioni e di istanti all’interno di una comunicazione prettamente instant. Determinati valori non possono essere sostituiti da un click o dal tasto condividi o da un like. Oggi amico è colui che è amico sui social, che segue attivamente i movimenti sulle chat e sui social, che mette i like e che sostiene con commenti positivi, cuoricini, che non mette il mi piace ai “nemici” e interviene quando ci sono commenti negativi.

Nell’era non tecnologica la condivisione consisteva nel raccontare alla persona ciò che era accaduto a scuola, in famiglia o che si era fatto, i propri sentimenti ed emozioni, paure e preoccupazioni. Oggi sembra si debba  obbligatoriamente fare un video per far vedere quello che è successo, come se le parole fossero state sostituite dalle immagini, come se, per essere credibili, ascoltati o per coinvolgere l’altro emotivamente, si debba prendere uno schermo e far vedere la propria testimonianza.

IN QUESTO MODO SI È PERSO IN BUONA PARTE IL CONTATTO UMANO E QUINDI ANCHE IL SENSO DELL’ALTRO. È tutto troppo labile e fragile, a tempo determinato, anche le amicizie. Si litiga per un like, per un post e per un video, per i commenti perché uno è più apprezzato di un altro. SI È PERSO IL PIACERE DI PARLARE E DI RACCONTARE E DI CONSEGUENZA DELL’ASCOLTO, ora è tutto sostituto dalle immagini. Sono amicizie che si fondano su basi non particolarmente solide e che non sempre fungono da sostegno e da supporto.

BISOGNA RIABITUARE QUESTI RAGAZZI AI RAPPORTI UMANI.

 

Di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

Direttore AdoleScienza.it

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