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Invisible Boyfriend: fidanzati immaginari per relazioni virtuali


Dopo il fenomeno delle Real Doll, spaventosamente somiglianti alla realtà e divenute, talvolta, veri e propri sostituti in PVC di una compagna/moglie, anche da un punto di vista affettivo e relazionale, da qualche settimana, in Stati Uniti e Canada, è stato inaugurato Invisible Boyfriend, un servizio che permette di inventare un finto fidanzato, spingendo ancora una volta oltre i limiti il concetto di intimità virtuale. È sufficiente registrarsi e abbonarsi per progettare e creare il fidanzato ideale: si può scegliere il nome, l’età, le caratteristiche fisiche e di personalità, gli interessi e le passioni. Al momento dell’iscrizione bisogna inserire una proprio foto, un selfie, e il gioco è fatto: in omaggio 100 SMS, 10 messaggi vocali e una lettera scritta a mano. Poi iniziano le conversazioni, gli scambi di messaggi, le confidenze e, se si vuole intensificare la relazione, basta acquistare ulteriori pacchetti con funzionalità diverse, dai post su Facebook alle conversazioni su Whatsapp.

Dietro la piattaforma circa 200mila persone che, in remoto, lavorano eseguendo piccole mansioni e rispondendo alle diverse conversazioni. Lo scopo originario, secondo gli ideatori, è quello di tranquillizzare amici e familiari degli utenti, fornendo le prove di una relazione in corso per allontanare domande indesiderate e insistenti, oppure mettersi alla prova in conversazioni da utilizzare in futuro con persone reali. Il rischio, tuttavia, è quello di coinvolgersi sempre più profondamente in una realtà parallela, in storie virtuali che, sebbene consapevolmente immaginarie, potrebbero ulteriormente allontanare dal mondo reale. E se il fidanzato immaginario diventasse così perfetto da rendere ancora più difficile o meno desiderabile innamorarsi nella realtà? Nascondersi dietro un servizio di questo tipo può significare non affrontare un fidanzato visibile e reale, avere una profonda paura di incontrare davvero l’altro e condividere esperienze, contatto fisico, affetti ed emozioni.

 

Redazione AdoleScienza.it

 

 

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