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La musica “amica” del cervello degli adolescenti


Studi recenti, condotti su gruppi di alunni di alcune scuole superiori americane, evidenziano come ascoltare musica e suonare uno strumento musicale risultino essere attività che fanno bene al nostro organismo: riducono lo stress e offrono un’opportunità di svago e favoriscono lo sviluppo neurologico dei ragazzi (soprattutto degli adolescenti), sviluppando la capacità di riconoscere i suoni del linguaggio.

Suonare uno strumento, inoltre, sembra poter aiutare i ragazzi a sviluppare maggiori abilità anche in materie che non sono strettamente collegate all’ambito musicale.

La ricerca ha coinvolto alunni che da poco erano entrati nell’orchestra di classe e avevano lezione, insieme a compagni e docenti, per un paio di ore alla settimana.

All’ultimo anno, lo stesso gruppo di studenti è stato paragonato a coetanei che non avevano mai svolto alcuna attività musicale. Le misurazioni delle attività elettriche del cervello dei ragazzi hanno permesso di evidenziare come coloro che ascoltavano e praticavano musica avessero sviluppato nel tempo maggiori capacità nel riconoscere rapidamente i suoni rispetto ai compagni.

L’attività musicale influisce, infatti, sulla capacità del cervello di immagazzinare le informazioni linguistiche, permettendo un più rapido apprendimento delle lingue straniere.

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Tierney A. T., Krizman J., Kraus N. (2015). Music training alters the course of adolescentauditorydevelopment. PNAS, 112 (32): 10062- 10067.

 

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