violenza adolescenti

Questo non è amore: violenza di coppia e adolescenti


Secondo un sondaggio ISTAT (www.istat.it/it/archivio/violenza) sulla portata del fenomeno relativo alla violenza di genere, 5 ragazzi maschi su 10 hanno affermato di non trovare sbagliato, in alcune occasioni, picchiare o maltrattare le loro ragazze. 2 ragazze su 5, inoltre, considerano alcune manifestazioni aggressive come una delle modalità in cui i ragazzi possono esprimere il loro amore.

I dati rilevati all’interno del lavoro svolto dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza, presieduto dalla dott.ssa Maura Manca, su adolescenti di età compresa tra i 13 e i 20 anni, evidenziano come circa l’80% degli adolescenti sia a conoscenza di fenomeni di maltrattamento tra partner e quasi il 40% dichiari di avere un amico/a che subisce o ha subito qualche forma di prevaricazione nella coppia. Il 13% dei ragazzi ha paura o ha avuto paura qualche volta del fidanzato/a, il 23% si è sentito intrappolato nella relazione sentimentale e il 13% si è sentito maltrattato. Un dato allarmante è costituito dal fatto che il 63% si sente solo ad affrontare queste difficoltà in quanto a scuola se ne parla molto poco e si ha paura che i genitori possano comprendere.

 I fattori di rischio che predispongono alla violenza di coppia sembrano aumentare quando i ragazzi:

– ritengono la violenza accettabile

– sviluppano sintomi ansioso-depressivi

– abusano di droghe o sostanze

– hanno una sessualità precoce e più partner

– vedono i loro amici essere violenti con i partner

– sono testimoni di violenza in famiglia

Data l’importanza che le relazioni rivestono in questa delicata fase della vita, lo sviluppo emotivo degli adolescenti sarà fortemente influenzato dalle prime esperienze di coppia e di innamoramento. Le relazioni abusanti o violente potranno, dunque, determinare serie conseguenze per il loro benessere sia nel presente che in futuro. I sintomi sviluppati possono riguardare ansia e depressione, comportamenti devianti (uso di alcool e droghe, comportamenti antisociali) e, nei casi più gravi, possono condurre al suicidio.

È fondamentale porre attenzione a queste manifestazioni e non sottovalutarne la gravità e le conseguenze. Interventi in famiglia, nelle scuole, nei luoghi dove gli adolescenti trascorrono il loro tempo libero possono permettere di lavorare sulle emozioni e sulle relazioni, sostenere le vittime e comprendere le dinamiche in un’ottica di prevenzione e sensibilizzazione.

 

di Redazione AdoleScienza.it

 

Riferimenti Bibliografici

Murgia M. (2013). L’ho uccisa perché l’amavo! (Falso). Laterza.