sindrome di samo

Sindrome di Samo e il desiderio di contrarre malattie


“Vinceva ogni disgusto pur di essere contagiata ed ecco che il suo sacrificio è inutile. Giustamente lei non si uccide, perché voleva morire dello stesso male. Amava più la lebbra, del lebbroso”.

Il silenzio del corpo – Guido Ceronetti.

La Sindrome di Samo è il termine con cui alcuni studiosi hanno definito un disturbo che coinvolge gli aspetti affettivi, relazionali, sessuali e sociali dell’individuo che ne è colpito. La sindrome si presenta come un marcato, talvolta ossessivo, attaccamento ad un partner che presenta una patologia fisica contagiosa, preferibilmente affetto da malattie sessualmente trasmissibili (MST) come l’AIDS, la gonorrea, la sifilide, la lebbra o l’epatite, senza che vi sia alcuna pratica preventiva durante i rapporti sessuali, così da poter contrarre la malattia.

La sindrome prende il nome dall’omonima isola greca nel mar Egeo, Samo, famosa nel passato perché vi si trovava un lebbrosario dove le persone sane potevano stare a contatto con i malati senza alcuna protezione, così da potergli permettere di condurre una vita pressoché normale. Furono documentate in particolare le nozze tra una ragazza sana ed un lebbroso, il quale cercava costantemente di infettare la moglie che era attratta da lui proprio perché malato (Ceronetti, 1979). Nel 1992 l’Istituto di Malattie Infettive dell’Università di Bologna si è ispirato proprio a questa storia per dare il nome a tale inclinazione psicopatologica, dopo aver studiato numerosi casi, soprattutto di donne, partner di persone affette da HIV.

La sindrome di Samo non è citata nel DSM-V (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali. Quinta Edizione, 2014) ma può essere inclusa nelle forme delle parafilie poiché è legata soprattutto alla sfera sessuale e a quei comportamenti erotico-affettivi non conformi, in quanto la persona è disposta a rischiare la propria vita pur di fare sesso con la persona malata e contrarre la malattia. Il paradosso è che per queste coppie, in particolare per il partner sano, la malattia non è vissuta come qualcosa che allontana ma piuttosto come un alleato, per questo non si cerca di evitare di contrarla ma bensì se la possiedono entrambi questo li può unire ancora di più. Inoltre per il soggetto malato, il poter infettare il partner lo fa sentire onnipotente anche di fronte alla stessa malattia. Di conseguenza, qualsiasi forma di protezione, come ad esempio il preservativo, diviene qualcosa di intrusivo all’interno della coppia, una barriera all’interno del loro rapporto unico e speciale.  Attualmente va di moda cercare di contrarre intenzionalmente il virus dell’HIV (Bug Chasing) per non avere castrazioni nella sfera sessuale.

Spesso le persone con tale sindrome presentano anche un tipo di personalità di tipo depressivo, che, in un certo senso, tenda a mascherare una spinta autodistruttività, espressa proprio mantenendo il forte contatto con la persona malata.

La presenza di tale sindrome indica quindi che nonostante le numerose campagne di prevenzione ed informazione sull’AIDS e sulle malattie sessualmente trasmissibili, sono ancora diffusi sul web annunci di persone che cercano partner sieropositivi o con altre patologie che si possono contrarre. Di conseguenza tale sindrome non colpisce esclusivamente la persona che ne è affetta ma contribuisce in parte a diffondere i virus nella popolazione, già ampliamente colpita da questo problema.

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

American Psychiatric Association (2014). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione. DSM-5. Raffaello Cortina Editore, Milano.

Ceronetti G. (1979). Il silenzio del corpo. Adelphi, Milano.

Lazzari C. (2013). La Sindrome di Samo. Rivista di Sessuologia Clinica (1).

Liggio F. (2010). Le disconformità erotico-sessuali. In Liggio F. (a cura di). Trattato moderno di psicopatologia della sessualità. Libreriauniversitaria.it Editore.